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Siccità: India a un passo dalla catastrofe

Siccità in India. Carenza idrica e cambiamento climatico stanno trascinando l’India verso la catastrofe. Ecco i numeri (agghiaccianti) della crisi che sta mettendo in ginocchio la seconda nazione più popolosa del mondo.

L’India senz’acqua

In India è in corso una gravissima emergenza umanitaria. Il cambiamento climatico che sta surriscaldando il pianeta colpisce ancora più duramente laddove le risorse idriche sono insufficienti. In India in particolare, dove le riserve idriche del sottosuolo sono quasi esaurite e le infrastrutture fognarie sono fatiscenti o inesistenti, si è ormai a un passo dalla catastrofe. A complicare la situazione c’è l’imminente arrivo del caldo estremo. La seconda nazione più popolosa del mondo si trova sull’orlo del baratro.

I numeri della siccità in India

Quest’anno, oltre 330 milioni di indiani sono stati vittime dalla carenza idrica. Circa la metà dei 3.287.263 km² della superficie terrestre della nazione presenta una situazione prossima alla siccità. Il 12% della popolazione, la maggior parte dei quali vive in città metropolitane come Bangalore, Chennai, Delhi e Hyderabad, sta già affrontando lo scenario del “Day Zero”, in cui la maggior parte delle forniture idriche si è completamente fermata.  Secondo un rapporto del think tank NITI AayogBen, gestito dal governo indiano, ben 21 grandi città tra cui la capitale, Nuova Delhi, sono in procinto di esaurire le riserve idriche sotterranee entro prossimo anno.

La disponibilità annua di acqua pro capite è inferiore a 1500 metri cubi. Mezzo secolo fa erano 5200.. Una valutazione del governo indica che la sta situazione sta ulteriormente peggiorando. Secondo le stime attuali, infatti, la disponibilità pro capite annuale scenderà presto sotto i 1000 metri cubi. Impietoso il confronto con l’eccessiva “opulenza” nel Vecchio Continente: il consumo medio per abitante in Europa è di 180-190 litri, valore che sale a 241 litri al giorno per l’Italia.

Il cambiamento climatico aggrava la siccità 

Il cambiamento climatico ha profondamente impattato le dinamiche della meteorologia dell’India. Ha abbattuto quantità e frequenza delle precipitazioni. Per due anni consecutivi il paese è stato raggiunto da un monsone di entità fortemente al di sotto della media, con crollo a picco in particolare nell’ultimo anno. Secondo i dati del Dipartimento meteorologico dell’India (IMD), il monsone nord-orientale, che fornisce il 10-20% delle precipitazioni, nel 2018 è stato inferiore del 44% rispetto all’anno precedente.

Questo fattore ha aggravato il già grave deficit delle precipitazioni nel monsone sud-ovest che fornisce l’80% delle precipitazioni del paese. Quest’ultimo, lo scorso anno, ha avuto un decremento del 10%. Questa forte diminuzione delle precipitazioni ha ridotto i livelli delle acque nei bacini idrici di tutto il paese. Durante la prima metà di quest’anno, 91 grandi bacini idrici hanno registrato un calo del 32% della capacità. Chennai, una città costiera di 10 milioni di abitanti, quest’anno ha avuto il 55% di precipitazioni in meno. La città è rimasta senza pioggia per 200 giorni. Quattro dei suoi serbatoi d’acqua si sono trasformati in pozzanghere di fango. Per la città si è trattato della peggiore crisi idrica degli ultimi 70 anni.

Mauro Pasquini

 immagini tratti da Impakter.com.

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