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antonio lubrano

Si può parlare di sensibilità verde ?

La notizia, molto incoraggiante per la verità, viene da Parma: il progetto di rimboschimento della provincia è stato finanziato dalle aziende del territorio ma anche dalle offerte dei cittadini: nel giro di alcune settimane sono stati raccolti infatti 25mila euro,dovuti alle offerte di persone di ogni giorno, con i quali è stato possibile mettere a dimora più di mille alberi che si sono aggiunti ai dodicimila piantati dal novembre 2020 al marzo 21.In tutta l’Emilia, è il caso di ricordarlo, l’obiettivo finale è quello di mettere a dimora in breve tempo centomila alberi.

Bisogna dire, con soddisfazione, che questa regione ci da la conferma di un sentimento che attraversa l’Italia intera. Non è  casuale il fatto che il nostro Paese  vanti un patrimonio forestale che è al secondo posto in Europa: poco più di 11 milioni di ettari sono coperti da foreste e da boschi, il 40% della superficie nazionale. Questo patrimonio è dovuto, bisogna dirlo, oltre all’amore spontaneo per il verde anche a un fattore sociale:l’abbandono graduale delle campagne che si è accentuato negli ultimi cinque anni. Non rappresenta certo una novità che tanti contadini hanno abbandonato la loro attività dal momento che il lavoro della terra risulta oggi per molti  improduttivo. Eppure  è dimostrato che proprio la biodiversità degli alberi fa bene all’agricoltura, nel senso che fa diventare i campi più produttivi.

Nei nostri boschi, sia detto a titolo di curiosità, prevalgono alcune specie: il faggio, innanzitutto, e poi la quercia e l’abete rosso. E si deve a questo patrimonio il notevole assorbimento di Co2 che rende l’aria del nostro Paese ancora respirabile.

Dal nord al sud. Una delle foreste più, come dire, spettacolari si trova in Calabria, sulle montagne della Sila a 1500 metri. Parliamo dei pini neri calabri, sessanta esemplari noti come “i giganti di Fallistro” – così c’e’ scritto sui cartelli in legno che accompagnano il visitatore nel bosco – che raggiungono un’altezza di 45 metri e un girovita,se così possiamo dire, di almeno due metri. Questa grande oasi verde è una zona protetta, gestita dal Fondo ambiente italiano. E i calabresi, come del resto gli emiliani, ci tengono molto al loro gioiello naturale.

Due esempi soltanto. Che dimostrano però l’attenzione che l’italiano medio pone all’ambiente. Si può parlare, dunque, di sensibilità verde? Perché’ no: è il colore di moda vivaddio.

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