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Sentiero d’Italia: 7200 chilometri nella bellezza

Il CAI all’opera per il “sentiero dei sentieri”

Sentiero d’Italia. Al via il progetto del CAI per “rivedere, recuperare e rilanciare” i 7200 chilometri di itinerario che formano quello che potremmo definire il sentiero dei sentieri della nostra penisola. Il Sentiero Italia infatti percorre l’intero territorio nazionale.

Partendo dall’estremo nord est e percorrendo tutto l’Arco Alpino fino alle Apuane, si lancia in direzione sud lungo la dorsale appenninica, fino a raggiungere il versante continentale dello Stretto di Messina. Qui, il salto ideale per riprendere il percorso sulla terra siciliana, attraversata lungo la costa tirrenica fino a Palermo. Poi, nuovo balzo sul Tirreno in direzione nord fino a raggiungere la costa meridionale della Sardegna, nei pressi di Cagliari. Da qui inizia l’ultimo tratto, che percorre l’isola in senso longitudinale fino alla tappa finale in Gallura, sulla costa nord. Qui sono disponibili elenco e descrizione dettagliati dell’itinerario. 

Il Sentiero Italia nel nome dell’unità

“Con il progetto Sentiero Italia abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro Paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata”. Così Vincenzo Torti, Presidente Generale CAI. Unire è infatti il concetto alla base di questa iniziativa. Non solo in riferimento all’Italia, ma anche al progetto in sè, costruito negli anni attraverso più fasi, ciascuna delle quali ha dato luogo ha un nuovo segmento. Ora la scommessa è unificare questo prezioso lavoro pregresso per metterlo a frutto in modo più efficace. Soprattutto in un momento storico in cui, anche a causa della pandemia da covid-19, turismo di prossimità e riscoperta dell’entroterra italiano si impongono come opportunità e al contempo come necessità.

La storia del progetto

Nel 1981 Riccardo Carnovalini, fotografo e esperto di escursionismo, ha la prima intuizione: “l’Italia avrebbe dovuto dotarsi di un percorso escursionistico. Un sentiero che ne percorresse tutte le montagne e proseguisse in Europa, che all’epoca già contava su diversi percorsi escursionisti di lunga percorrenza”. Due anni più tardi Carnovalini espone la sua idea ad esperti e collaboratori. Il proposito è quello di iniziare dall’esistente, lavorando cioè per unificare i percorsi già battuti. Nella seconda metà degli anni Ottanta l’idea vede crescere l’interesse intorno a sé. Si registrano continue nuove adesioni, fino al 1990, anno decisivo, in cui arriva l’entusiasta apprezzamento di Teresio Valsesia, che contestualmente assume la presidenza della Commissione centrale escursionismo del CAI.

La neonata commissione prende in carico l’idea facendone il suo primo grande progetto. Si inizia così a lavorare concretamente alla creazione di un maxi itinerario che attraversi l’intero territorio italiano. Appena un anno dopo, nel 1991, da quel lampo di genio di dieci anni prima, il Sentiero d’Italia è una realtà. Seguiranno variazione e aggiunte del percorso. Oggi la grande sfida di recuperare tutto questo lavoro e unificarne le potenzialità.

Immagine in copertina: Frukko

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