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Roma sommersa dai rifiuti: la petizione online

Nell’ultima settimana di giugno molte grandi capitali europee hanno lanciato l’allarme tra i loro cittadini per il grande caldo in arrivo e messo in pratica una serie di provvedimenti per evitare che le fasce più deboli – anziani, malati e bambini – soffrissero più del lecito la situazione. Parigi e Berlino per esempio, hanno tentato di affrontare la questione del riscaldamento climatico in città ma entrambe – almeno dalle cronache dei giornali delle due capitali – non hanno dovuto combattere con quella che invece a Roma in molti chiamano una possibile emergenza sanitaria dovuta ai rifiuti.

Al punto che Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro per l’Ambiente del governo Prodi, ex presidente nazionale dei verdi, ha indirizzato una petizione alla Sindaca di Roma Virginia Raggi, al presidente facente funzione dell’Assemblea Capitolina Enrico Stefano , al presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco e a tutti i Capigruppo consiliari dell’Assemblea Capitolina.

“Vogliamo che Roma come capitale d’Italia dichiari l’emergenza climatica e dimezzi entro il 2030 le emissioni di CO2. Questa è l’ultima opportunità  per il nostro pianeta, a cui sono rimasti 11 anni per essere salvato dai rischi del riscaldamento globale”. Queste sono le prime parole della petizione che appena immessa nei circuiti del web ha raccolto migliaia di adesioni.

La proposta si articola in quattro punti:

 1) Dichiarare l’emergenza climatica ed ambientale con la più larga convergenza possibile dei gruppi presenti nell’Assemblea Capitolina.

2) Approvare una delibera con tempi certi e azioni concrete di mitigazione e adattamento per contrastare il cambiamento climatico e per arrivare entro il 2030 a dimezzare le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti e di azzerare le emissioni di C02 e  l’uso dei combustibili fossili entro il 2050.

3) Valutare la possibilità di anticipare al 2040 l’obiettivo di fuoriuscita dai combustibili fossili in considerazione dell’accelerazione del cambiamento climatico in atto.

4) Offrire la collaborazione di Roma per ospitare e sostenere alcuni degli eventi preparatori della Cop26 del 2020 con particolare riferimento alla Youth Cop.

La Cop26 è la Conferenza mondiale sul clima dell’ONU che avrebbe potuto tenersi in Italia ma che poi – dopo una proposta di Londra e Roma –  è stata assegnata congiuntamente al Regno Unito ed al nostro Paese  che ospiterà la fase di preparazione e la parte dedicata ai giovani.

Tornando a Roma, vermi, topi e gabbiani sono i nuovi padroni della città che non fanno preferenze tra Nord e Sude, Est ed Ovest: l’intero perimetro della Capitale è sommerso dalla spazzatura abbandonata in strada, che l’Ama non riesce a raccogliere e smaltire perché tutto il sistema è al collasso: le famiglie che non si preoccupano di ridurre i rifiuti e di conferirli come si deve; le aziende che devono raccogliere questi rifiuti che sono impotenti di fronte alla quantità e non sono organizzate; gli impianti di smaltimento che sono strapieni. E soprattutto la sensazione che non ci sia uno che sappia quel che c’è da fare.

La Regione Lazio scrive alle Asl territoriali ed ai relativi Sips, Servizi igiene sanità pubblica, perche vigilino e valutino gli effetti delle esposizioni prolungate dei rifiuti.

Una lettera, una circolare, uno scritto insomma, perché con Comune e Municipi prendano: “Tutte le iniziative utili a sollecitare la regolare e costante rimozione dei rifiuti, assicurando in particolare la rimozione nei pressi di ospedali, scuole, mercati rionali e segnalando i fenomeni di combustione dei rifiuti con liberazione di sostanze tossiche”.

Il Campidoglio tace; il Ministero della Salute dice “”Nessun rischio”. I Romani sono sul piede di guerra perché non ne possono più.

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