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“Scuola smart e green”: il Mugello dà il buon esempio

“Scuola smart e green”. La sostenibilità applicata alla scuola con progetti concreti. “Ambienti scolastici che siano più a misura di studente, funzionali, progettati per la didattica attiva ma anche come luoghi di benessere e socializzazione”. Con queste parole, Paolo Omoboni, sindaco del comune toscano di Borgo San Lorenzo in provincia di Firenze, ha indicato gli obiettivi del maxi progetto green per le scuole del territorio mugellano.

Il progetto per una scuola smart e green : numeri, linee guida, protagonisti

Il piano prevede 40 progetti per un totale di 41 milioni di euro. L’area di interesse sono i sei comuni che compongono l’antico territorio del Mugello, ossia Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Marradi, Palazzuolo sul Senio, Scarperia e San Piero, Vicchio di Mugello; ai quali si aggiungono Dicomano e Vaglia, uniti con gli altri sei nell’Unione Montana dei Comuni del Mugello.

Di Christianlorenz97 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59406250

E proprio quest’ultima ha giocato un ruolo cruciale nella progettazione del piano green per le scuole, attraverso una collaborazione con la Fondazione Italiana di Bioarchitettura.  Una sinergia che ha partorito un protocollo d’intesa che, secondo la Fondazione, costituisce “una comune attività di carattere culturale, di ricerca, di indirizzo progettuale nel campo della sostenibilità, della bioarchitettura, e che privilegia la relazione, il benessere, l’uguaglianza, attuando una strategia culturale che coniughi valutazione e partecipazione, tecnica e organizzazione”.

 

E sempre dalla Fondazione si afferma che questa forma di collaborazione è  finalizzata “alla migliore realizzazione delle reciproche attività e al migliore sviluppo del territorio del Mugello, ad articolare e definire linee di indirizzo strategico per le future fasi programmatorie e poi gestionali della pianificazione intercomunale relativamente ai settori che saranno individuati nell’analisi delle peculiarità del territorio”, nonché “a introdurre i concetti della bioarchitettura nei programmi di governo del territorio, e in particolare per sviluppare e perfezionare l’attività progettuale unitaria e di sistema nel settore dell’edilizia scolastica nel territorio mugellano”.

Una visione “locale” che può diventare un modello nazionale

Il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni, che ha la delega alla Pianificazione territoriale dell’Unione dei Comuni, sottolinea come l’importanza strategica e la centralità della scuola nel territorio mugellano vada ben oltre l’ambito dell’istruzione: “il nostro territorio evidenzia un sistema di edilizia scolastica diffusa, con un ruolo fondamentale delle scuole, sia in termini di opportunità di istruzione che come presidio sociale dell’intera comunità”. Stiamo infatti parlando di 6489 bambini e ragazzi di età compresa tra i 3-14 anni. Il 12% circa della popolazione totale. Tra questi, “397 frequentano gli asili nido, 1564 le scuole dell’infanzia, 2795 le scuole primarie e 1733 le scuole secondarie di primo grado”.

Foto: Christianlorenz97

La sostenibilità applicata alla scuola

“Gli interventi proposti”, aggiunge Omoboni, “sono per la quasi totalità interventi di miglioramento e di funzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente. Un totale di 41 milioni di euro. Risorse per mettere in sicurezza le nostre scuole e renderle più funzionali”. In questo senso si parla di scuola smart e green E conclude: “Abbiamo numerosi progetti sulle scuole, di adeguamento sismico, miglioramento ed efficientamento energetico, ristrutturazione e riqualificazione. E questo documento programmatico li annovera tutti, con l’impegno a investire sulla bioedilizia, su scuole belle e funzionali, moderne, accoglienti e inclusive”.

Ma come afferma Alberto Di Cintio, coordinatore per la Toscana della Fondazione Italiana di Bioarchitettura, “questa iniziativa programmatica e progettuale può diventare modello e riferimento per tutto il sistema scolastico nazionale. Con l’obiettivo di predisporre dei piani strategici di area nei vari territori e non quindi per iniziative singole ed isolate, ma proponendo una chiara strategia di interventi programmati e sostanziali sugli edifici scolastici esistenti e futuri. Il tutto basato sull’adeguamento dell’ambiente fisico e sull’ottimizzazione nell’impiego di risorse, al fine di contribuire, da un lato, all’innalzamento della qualità edilizia e delle condizioni d’uso per l’utente e, dall’altro, al miglioramento della gestione delle risorse economiche a disposizione degli Enti”

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