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Schengen, 25 anni dopo: covid-19 “sospende” il sogno europeo

Venticinque anni di Schengen. Entrava in vigore venticinque anni fa l’allargamento all’intera area euro della libera circolazione tra i paesi UE. Oggi sospeso per il coronavirus. Ne parliamo qui.

«Con i governi europei abbiamo deciso una restrizione temporanea dei viaggi non essenziali nell’Unione. Lo facciamo per non far diffondere ulteriormente il virus dentro e fuori il continente e per non avere potenziali ulteriori pazienti che pesano sul sistema sanitario Ue».

Foto: European People’s Party

Con queste parole drammatiche, degne di un episodio di Black Mirror, la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato la sospensione di fatto del trattato Schengen. Il covid-19 rimette dunque in piedi quelle frontiere che il lungo e faticoso percorso di integrazione europea aveva abbattuto nel secolo scorso. La tutela della salute impone alla civiltà europea (e non solo) di contrarsi e di mettersi sulla difensiva. Ma che cos’è esattamente “Schengen”?

Cos’è l’accordo di Schengen

Il trattato di Schengen, ufficialmente Accordo di Schengen, fu sottoscritto il 14 giugno 1985 tra Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Prevedeva di “eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne e di introdurre la libertà di circolazione per tutti i cittadini dei paesi firmatari, di altri paesi dell’Unione europea (UE) e di alcuni paesi terzi”. Il 19 giugno 1990 venne firmata la Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, che disponeva l’attuazione dell’Accordo di Schengen a tutta l’area euro e la sua entrata in vigore per il 26 marzo 1995. Oggi sono dunque 25 anni dall’entrata in vigore della libera circolazione dei cittadini tra paesi UE. Un quarto di secolo festeggiato nel modo più amaro possibile.

L’Accordo di Schengen rappresenta il fiore all’occhiello dell’integrazione europea. Esso rappresenta infatti la trascrizione formale e la relativa attuazione pratica di una cosa impensabile pochi decenni prima. All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, immaginare che in Europa i cittadini di diversi stati potessero circolare senza controlli alle frontiere sembrava infatti più una follia che un’utopia.

L’Accordo di Schengen non è stato solo il superamento morale, civico e politico di una tragedia costata decine di milioni di morti e incalcolabili danni materiali. Esso ha anche rappresentato il superamento geopolitico dell’ordine mondiale figlio di Yalta, che vedeva il mondo diviso tra Blocco Atlantico e Blocco Sovietico. Con l’accordo di Schengen inoltre venne rafforzata la cooperazione delle operazioni di polizia fra gli stati membri e il controllo collettivo delle frontiere esterne dell’area UE. L’Europa iniziava a diventare così un’entità politica unitaria, come non accadeva da circa 1500 anni, ovvero dalla caduta dell’Impero Romano. Iniziative, come Erasmus, sono l’emblema di questo nuovo balzo in avanti del nostro continente. Il 2020 sarà ricordato come l’anno della Brexit e del covid-19.

Due brutti colpi all’integrazione europea. Ma il covid-19 è soprattutto un’emergenza sanitaria mondiale, una pandemia. La salute di tutti, oggi, passa purtroppo anche per la sospensione della libera circolazione. Collaboriamo! Diamo una mano alla scienza a vincere questa battaglia, per poter tornare quanto prima a camminare liberamente per le strade d’Europa.

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