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Santo Stefano di Sessanio, antica bellezza da riportare alla vita

Una casa in affitto a un prezzo simbolico e alcune decine di migliaia di euro alle persone (dai 18 ai 40 anni) che vogliono trasferirsi in paese e avviare un’attività. L’iniziativa lanciata dal Comune di Santo Stefano di Sessanio – borgo incantato che si trova alle falde del Gran Sasso, nell’Aquilano, divenuto noto alcuni anni fa per il progetto dell’albergo diffuso – finisce sulla Cnn, che ricorda come il paesino sia abitato da appena 115 persone, solo 20 delle quali con meno di 13 anni.

Santo Stefano di Sessanio, nel cuore dell’Abruzzo

Siamo a circa una trentina di chilometri dall’Aquila. Tra il Parco Nazionale del Gran Sasso e il Parco regionale Sirente-Velino. Santo Stefano di Sessanio è un antico borgo medievale fortificato, adagiato su una collina a 1251 metri di altitudine. Nel 1579 i Medici diventano signori del territorio dove sorge il minuscolo abitato. Dominio che manterranno fino al 1743. In questo arco di tempo il potente casato fiorentino trasforma Santo Stefano. Ma non solo architettonicamente. Il borgo, infatti, nonostante le dimensioni assai ridotte e la posizione assolutamente non agevole, diventa un vivace centro commerciale per la vendita della “lana carfagna”, al tempo ampiamente usata per la realizzazione di divise militari e tonache per alcuni ordini religiosi monacali. Negli anni Novanta del Ventesimo secolo l’abbandono definitivo. Santo Stefano va ad allungare il triste elenco dei tanti borghi fantasma del nostro paese. Poi, il “miracolo”.

Photo by trolvag

Per far rinascere un borgo

Il nuovo millennio porta a Santo Stefano l’amore per la bellezza italiana dell’imprenditore italo-svedese Daniel Kihlgren. Kihlgren è convinto che la superpotenza culturale dell’Italia si celi non solo nelle tante mete turistiche celeberrime e funzionanti, ma anche nella miriade di gioielli perduti nei secoli e abbandonati, dei quali è costellata l’intera penisola.

Pragmaticamente, Kihlgren fa quello che un imprenditore degno di questa denominazione dovrebbe fare. Immagina, butta giù progetti, ne valuta la portata. Poi, convinto della buona riuscita dell’impresa, si mette in gioco. Senza giri di parole o questue alla casse statali, investe milioni di euro nel recupero del borgo, con lo scopo di creare una sistema di accoglienza diffusa, o come si dice oggi, un albergo diffuso. Per evitare che il “caso Daniel Kihlgren” resti una perla rara, è urgente attuare politiche che consentano al capitale di trovare le porte aperte e una accoglienza burocratica e fiscale non ostile. Devono essere create delle corsie preferenziali che connettano i grandi capitali con chi ha idee e progetti di lungo respiro. Questa è la nostra idea di Piano Marshall per la bellezza.

Ma, evidentemente tutto questo non è bastato. Il borgo continua a spopolarsi ed allora il Sindaco ha un’idea. Un’idea così nuova che perfino la CNN Travel gli dedica un servizio.

File:Santo Stefano di Sessanio (8191878302).jpg - Wikipedia

 

“Le remote città rurali italiane, soprattutto nelle regioni montuose e nel sud del Paese, hanno subito un esodo di residenti dalla fine della seconda guerra mondiale”, ricorda la Cnn, che aggiunge: “la pandemia del Covid-19, con il passaggio al lavoro a distanza, ha visto un rinnovato interesse per gli italiani che si trasferiscono in zone rurali”.

Nell’articolo, a firma di Julia Buckley, si ricorda che i candidati devono avere un’età tra i 18 e i 40 anni, devono essere residenti in Italia, ma non nei dintorni di Santo Stefano, o cittadini europei. Nel caso di cittadini italiani, si deve provenire da una località con più di duemila abitanti: “Non vogliono combattere la perdita di popolazione allontanando residenti da altre piccole comunità”, si legge. Chi verrà selezionato dovrà rimanere in paese per un minimo di cinque anni. Il Comune pagherà ai nuovi residenti una somma mensile per 36 mesi, fino a un massimo di 8mila euro all’anno, oltre a un contributo una tantum fino a 20mila euro per far decollare un’attività imprenditoriale. A questo si aggiunge una casa in cui vivere a un costo di affitto “simbolico”.

 

 

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