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Sant’Antonio Frassinoro, fermo immagine del passato

Sant’Antonio Frassinoro. Continua il viaggio di Impakter Italia fra i borghi abbandonati d’Italia. Scoprite con noi questo piccola meraviglia dell’Appennino.

Pastori e contadini nel passato, turisti amanti del trekking oggi

Immerso nel verde della campagna modenese che guarda la Garfagnana, si trova un minuscolo borgo abbandonato: Sant’Antonio. Abitato un tempo da pastori e contadini, viene anche indicato come Sant’Antonio Frassinoro, dal nome del comune in cui si trova. La piccola frazione oggi è per lo più meta di turisti dediti al trekking o appassionati della bicicletta. Spesso le associazioni di trekking della provincia di Modena organizzano gite ed escursioni. Fa parte inoltre dei sentieri del CAI.

Sant’Antonio Frassinoro, dove il tempo si fermato improvvisamente

Sant’Antonio è raggiungibile da Riccovolto, altra frazione di Frassinoro. La strada però è percorribile in auto solo per un breve tratto, dopodiché si deve proseguire a piedi per circa due chilometri. Questo seconda parte del tragitto per raggiungere il borgo è inclusa nei sentieri del CAI.

Le case sono pericolanti. Dentro conservano ancora testimonianze dell’antica vita rurale di chi le abitava. In alcune abitazioni si possono vedere ancora stoviglie e qualche attrezzo, riposti a portata di mano,  come se fossero pronti all’uso. La sensazione è quella di un abbandono improvviso, come se chi vi abitava non avesse avuto il tempo di prendere nemmeno quello poche cose che possedeva.

Il passato rurale del borgo

Fino al primo dopoguerra ci vivevano quattro famiglie, tutte con lo stesso cognome: Fiori. I membri più giovani praticavano la pastorizia. Quando arrivava l’inverno abbandonavano la montagna per scendere giù in pianura. Ai membri più vecchi era assegnato il compito di restare a casa per coltivare i campi e allevare bovini. non c’erano né luce né gas. Per quanto riguarda invece il rifornimento di acqua, nel borgo di trovava una fontana, abbastanza conservata, che serviva anche per lavare gli indumenti e far abbeverare gli animali.

L’abbandono negli anni del boom economico

Come per tanti piccoli borghi dello Stivale, l’abbandono è iniziato con il boom economico, che in tutto il territorio nazionale ha trasformato legioni di contadini in operai delle tante fabbriche che in quel periodo sorgevano a ritmo incalzante, nei centri urbani più grandi. Qualche irriducibile, il signor Ernesto Fiori, è rimasto fino al 1990. Dopodiché il borgo di Sant’Antonio Frassinoro è diventato a tutti gli effetti quello che oggi chiamiamo un paese fantasma.

La voglia di tornare a vivere di nuovo

Un evento di rilievo che viene celebrato nel borgo è la Festa di Sant’Antonio, che cade il 17 giugno. Ogni anno, in questa occasione, Sant’Antonio Frassinoro torna di nuovo a vivere. Le celebrazioni sono tenute nella chiesetta settecentesca che è di fatto l’unico edificio praticabile. 

 

 

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