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Santa Maria a Montecchio Maggiore, la pieve “laica”

Santa Maria a Montecchio Maggiore. Un’antichissima pieve sconsacrata con una storia sospesa tra un possibile passato pagano, una lunga vita cristiana e un presente laico.

Pieve di Santa Maria, tra romanità e cristianesimo

Continua il viaggio di Impakter Italia nella bellezza trascurata del Bel Paese. La chiesa è citata per la prima in un documento del 1278. Tuttavia, la datazione viene fatta risalire intorno all’anno Mille. Infatti, in seguito ad alcuni scavi effettuati nelle immediate vicinanze del sito dove sorge la pieve di Santa Maria, sono emersi dei resti di un insediamento di origine romana. Questo non solo non esclude che la datazione possa essere ulteriormente spostata all’indietro, ma potrebbe suggerire anche che la chiesa sia sorta sopra un luogo di culto pagano.

 

Era infatti un’usanza assai ricorrente quella di edificare edifici religiosi cristiani sopra le rovine di edifici pagani. Il motivo è semplice: gli edifici destinati al culto religioso, in qualunque epoca, vengono edificati in siti che per varie ragioni risultino strategici: snodi stradali importanti, ubicazione dominanti sul resto del territorio… E se anche cambia l’oggetto del culto, non cambia tuttavia la conformazione del territorio. Inoltre, nel territorio circostante Montecchio, l’avvento del Cristianesimo è stato accompagnato proprio dal fiorire di moltissime pievi destinate poi a diventare degli importanti centri religiosi.

La pieve “asimmetrica”

La struttura dell’edificio è particolare. Inizialmente costruita con un’unica navata, la chiesa venne poi munita di altre due navate intorno a quella centrale: la navata di Tramontana (o della Madonna) e quella di San Vitale. Quest’ultima è di dimensioni più piccole rispetto alla navata di Tramontana. La pieve risulta avere quindi una singolare struttura asimmetrica. Il resto dell’edificio è stato aggiunto in diverse tappe. Il campanile, dotato di tre campane, fu realizzato intorno al 1500, mentre la piccola cupola in rame venne costruita nel 1740.

Le due vite della pieve di Santa Maria

Tra il Diciottesimo e il Diciannovesimo secolo la pieve di Santa Maria a Montecchio ha vissuto il suo apogeo. Verso la fine dell’Ottocento una tempesta danneggiò gravemente il campanile. Il restauro comportò un abbassamento della struttura. Una tale decisione era segno evidente dell’inizio di trascuratezza verso l’edificio. Iniziava così la decadenza dell’antichissima pieve, conclamata dalla decisione successiva di smontare il campanile e ricostruirlo adiacente al nuovo duomo. La chiesa in seguito è stata sconsacrata ed è diventata proprietà del comune di Montecchio e poi dell’azienda sanitaria locale. La seconda vita laica della pieve di Santa Maria ha conosciuto una moltitudine di finalità: manicomio, dispensario farmaceutico, magazzino. Esistono progetti di recupero e di valorizzazione dell’edificio. Ma al momento è tutto fermo.

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