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Ritorno alla terra. Ecco cosa fanno politica e imprenditoria

Ritorno alla terra, a modelli di coltivazione e produzione sostenibili, in alternativa alla grande produzione e distribuzione, che allontana paesi e aziende dall’Agenda 2030 dell’ONU. Ne avevamo già parlato in un articolo del nostro Eduardo Lubrano. Ecco le ultime novità dal mondo.

La denuncia del Principe

Lasciare che le piccole fattorie familiari perdano terreno “spezzerà la spina dorsale delle comunità rurali britanniche”. E ancora, l’eccessiva attenzione alla produzione di cibo economico su larga scala minaccia la sopravvivenza delle fattorie più piccole del paese. Se andranno perdute, questo “strapperà il cuore della campagna britannica”.

Di chi sono queste parole e queste accorate preoccupazioni? Si potrebbe pensare a un attivista ecologista o un politico di area verde d’Oltremanica. E invece è parola di principe. Carlo d’Inghilterra, Principe del Galles e figlio dell’inossidabile Elisabetta Seconda, da sempre attento alle tematiche ambientali, ha esternato profonda preoccupazione per il progressivo impoverimento e perdita di mercato delle piccole fattorie a gestione familiare, considerate un elemento centrale della filiera alimentare. Minacciate dalla soverchiante potenza della grande produzione e distribuzione, vedono seriamente minacciata la loro sopravvivenza.

E così, il Principe Carlo si unisce al coro di quanti fanno pressione sul governo per legiferare a favore della salvaguardia di queste piccole ma cruciali realtà economiche. Anche invitando a vedere nella loro difesa un’opportunità economica alternativa a quella tradizionale. La strategia è individuare nell’impresa agricola medio-piccola uno strumento di crescita che consenta, attraverso l’uso sostenibile delle risorse, di coniugare produzione alimentare e lotta al degrado ambientale, ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e all’inquinamento.

Il ritorno alla terra in una legge USA

E se dal Regno Unito ci spostiamo negli USA, ecco che qui si parla già di di leggi ad hoc. Il senatore del New Jersey Cory Booker e il deputato californiano Ro Khanna, entrambi democratici, hanno introdotto il “Farm System Reform Act”. Il cui scopo è spiegato perfettamente dalle parole del senatore Booker: “I grandi produttori di carne multinazionali, a causa del loro potere d’acquisto e delle loro dimensioni, stanno mettendo a rischio il nostro sistema alimentare e danneggiando tutti lungo la catena di approvvigionamento.

Abbiamo bisogno di riparare il sistema rotto: ciò significa dare una possibilità agli agricoltori e allevatori familiari e ritenere gli integratori aziendali responsabili del danno che stanno causando”. Che aggiunge: “dobbiamo iniziare immediatamente la transizione verso un sistema più sostenibile e umano. Un primo passo importante è porre fine alla nostra dipendenza da enormi allevamenti intensivi e investire in un sistema che si concentri sulla produzione resiliente e rigenerativa”.

Un virtuoso esempio italiano

Nel nostro paese un esempio di eccellenza di ritorno virtuoso alla terra viene dalla scelta dell’imprenditore della moda Pino Lops, che insieme al figlio Antonio ha deciso di investire in un progetto di recupero di terre abbandonate: Passo Ladro.

Lo scopo è la creazione di un’azienda agricola biologica, il cui modello di coltivazione e produzione è ispirato al recupero della tradizione e alla sostenibilità: “con Passo Ladro vogliamo provare a dare un nostro contributo per un futuro migliore: i figli dei vecchi contadini si riprendono quello che è loro, la terra rinasce e crea solo prodotti di qualità”, così Pino Lops.

 

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