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Rifugiati: l’orrore di Lipa e l’appello Unhcr

Un cambio di passo sui rifugiati in Europa. Con una mossa necessaria: evitare le guerre e contrastare le condizioni di povertà, così da scongiurare la fuga di milioni di persone. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha lanciato il proprio appello all’Unione europea affinché si arrivi a un nuovo approccio per “un’Ue che salvi vite, protegga i rifugiati in Europa e nel mondo”. E soprattutto produca “soluzioni per porre fine agli sfollamenti forzati”.

La presa di posizione non è affatto banale, soprattutto nella tempistica: arriva mentre il Portogallo assume la presidenza dell’Unione, in una fase storica molto delicata. A seguire toccherà alla Slovenia, Paese che è una tappa fondamentale nella rotta balcanica, spesso al centro delle cronache per abusi e respingimenti delle autorità. Nei mesi scorsi, infatti, i migranti hanno denunciato violenze da parte della polizia slovena: le autorità di Lubiana hanno pensato al filo spinato al confine per erigere una barriera al confine.

Il tragico monito di Lipa

Quello dell’Unhcr è un messaggio fondamentale proprio mentre a Lipa, in Bosnia-Erzegovina, si consuma un dramma umanitario senza pari: centinaia di persone sono costrette al freddo dell’inverno in una tendopoli inadeguata: il campo è stato semi distrutto da un incendio divampato nelle scorse settimane. Nonostante la mobilitazione delle Organizzazioni non governative, la situazione resta grave. Ed è tuttavia soltanto un esempio tra i tanti. L’intento delle Nazioni Unite è quindi quello di “costruire società resilienti sono più che mai necessarie”.

“Speriamo che il 2021 sia un nuovo capitolo per la protezione dei rifugiati, con l’Ue che mostra la leadership in Europa e nel mondo”, ha affermato Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell’Unhcr per gli affari dell’Ue. Secondo Vargas Llosa le riforme devono essere centrali durante i negoziati su un nuovo patto dell’Ue su migrazione e asilo.

Potenziamento dei soccorsi

L’Unhcr spera che il Patto dell’Ue venga adottato rapidamente: include il potenziamento delle operazioni di ricerca e soccorso degli sbarchi già prevedibili. “Mentre i negoziati continuano, confidiamo che gli Stati membri accoglieranno l’opportunità di dare il buon esempio e proteggere meglio le persone in cerca di asilo in Europa”, ha rimarcato Vargas Llosa.

Il progetto è chiaro, quanto ambizioso: evitate che le persone possano intraprendere viaggi pericolosi per la loro incolumità, senza una prospettiva. I paesi più sviluppati, con in testa quelli europei, sarebbero chiamati a dimostrare un maggiore impegno il ricongiungimento familiare: per questo l’agenzia delle Nazioni Unite ha accolto con favore il rinnovato Piano d’azione sull’integrazione e l’inclusione della Commissione europea, 2021-27. “Le presidenze dell’Ue del 2021 hanno un ruolo fondamentale per facilitare le discussioni che aprono la strada a un sistema di asilo dell’UE comune e funzionante che protegga le persone in fuga da guerre e persecuzioni”, ha concluso Vargas Llosa.

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