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Riconversione ecologica: la lettera dei Fridays for Future all’Italia

Riconversione ecologica. Fridays for Future chiede all’Italia di farsi guida di una rivoluzione culturale per uscire dalla pandemia e creare un futuro sostenibile.

I Fridays for Future scrivono all’Italia

“Cara Italia. Ascolta questo silenzio”. Con queste parole ha inizio il messaggio dei Fridays for Future al nostro paese. Qui il testo completo. Un appello accorato dove dapprima viene data voce alle angosce, alle paure, allo spaesamento in cui la pandemia ha scaraventato tutti, giovani e non.

Non più solo senza una prospettiva per il futuro a brevissimo termine, ma anche costretti a combattere con l’opprimente condizione di isolamento sociale. “Non sappiamo quando potremo tornare alla nostra vita, dai nostri cari, in aula o al lavoro”. La parte peggiore di questa assurda vicenda, dopo il dolore per la malattia e le morti numerose, è infatti quella di non poter contare nemmeno su quella difesa naturale entro la quale le persone si rifugiano nei momenti difficili, ossia la vicinanza dei propri cari.

Quali minacce incombono se non cambiamo passo

Poi, il duro interrogativo: “forse avremmo potuto evitare questo disastro?”. I Fridays for Future fanno subito seguire a questa drammatica domanda una risposta impietosa ma al contempo incalzante. E lo fanno senza fronzoli filosofeggianti, ma lasciando parlare la scienza. E ci dicono, come fanno da sempre, che sì, qualcosa poteva e doveva essere fatto. “Sappiamo con certezza che questa sarà solo la prima di tante altre crisi – sanitarie, economiche o umanitarie – dovute al cambiamento climatico e ai suoi frutti avvelenati. Estati sempre più torride e inverni sempre più caldi, inondazioni e siccità distruggono già da anni i nostri raccolti, causano danni incalcolabili e vittime sempre più numerose”.

E ancora: “L’inesorabile aumento delle temperature ci porterà malattie infettive tipiche dei climi più caldi o ancora del tutto sconosciute, rischiando di farci ripiombare in una nuova epidemia”. Ma com’è nel loro modus operandi, non si abbandonano a una sterile condanna, bensì propongono un’alternativa, offrono una nuova visione del futuro a cui ispirarci per superare questo presente: “e se invece avessimo una via d’uscita? Un’idea in grado di risolvere sia la crisi climatica sia la crisi economica?”.

La proposta: una riconversione ecologica verso un futuro sostenibile

Senza mezzi termini ci dicono che “il punto di partenza per una rivoluzione del nostro intero sistema”. Ed è la consapevolezza dell’immane compito che tutti abbiamo davanti a conferire autorevolezza alle loro parole. “La sfida è ambiziosa”. Nessuna fiera di facili sogni dunque. Come invece sostengono spesso i detrattori del Fridays for Future. Ed ecco la proposta, concreta e incalzante: “un colossale, storico, piano di investimenti pubblici sostenibili”. Viene dunque posta come strategia non più rinviabile un intervento massiccio del settore pubblico nel finanziamento di progetti per lo sviluppo sostenibile.

È urgente progettare “un futuro nel quale produrremo tutta la nostra energia da fonti rinnovabili. Nel quale smettendo di bruciare combustibili fossili, riconvertendo le aziende inquinanti e bonificando i nostri territori devastati potremo salvare le oltre 80.000 persone uccise ogni anno dall’inquinamento atmosferico”. Gli sforzi compiuti in tal senso dal settore privato e quelli attualmente in essere da parte del pubblico rappresentano un primo passo, certamente fondamentale. Ma è giunto il momento che gli Stati impieghino con molta più partecipazione la loro potenza finanziaria pubblica.

Italia come guida della riconversione ecologica

E per fare questo i Fridays for Future individuano nel nostro paese una sorta di rampa di lancio per la loro idea di rinascita dopo la pandemia. E lo fanno suggerendo quale dovrà essere l’approccio politico internazionale necessario ad accompagnare questo cammino verso un futuro sostenibile: “ara Italia, sei di fronte ad un bivio della tua storia, e non dovranno esserci miopi vincoli di bilancio o inique politiche di austerity che ti impediscano di realizzare questa svolta. Cara Italia, tu puoi essere d’esempio. Puoi guidare l’Europa e il mondo sulla strada della riconversione ecologica”.

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