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Reddito di base: la proposta per evitare il tracollo nella povertà

Un reddito di base contro la crisi socio-economica innescata dalla pandemia. Per salvare 2 miliardi e 700 milioni di persone che vivono sulla soglia povertà; una soglia che rischia seriamente di essere oltrepassata nelle prossime settimane. Perché Covid-19 continua a diffondersi rapidamente in tutto il mondo, provocando migliaia di vittime e colpendo i sistemi economici di Paesi già in affanno. Il reddito di base sarebbe una soluzione temporanea, certo, della durata di sei mesi, ma che comunque richiede un’attuazione immediata. Altrimenti i suoi effetti rischiano di essere vanificati.

L’Undp, il Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite, ha avanzato la propria proposta a partire dai numeri contenuti nello studio Temporary Basic Income: Protecting Poor and Vulnerable People in Developing Countries. La ricerca ha messo nero su bianco la realtà dei fatti: centinaia di milioni di persone stanno scivolando nella povertà. L’investimento per evitare il disastro ammonta a 200 miliardi di dollari da mettere prontamente sul tavolo. La sfida è fondamentale nell’ottica del conseguimento dei 17 Sdgs fissati dall’Onu. Senza un impegno concreto, il quadro globale di sviluppo può far registrare un pesante arretramento.

Reddito di base come protezione sociale

“Molte di queste persone non sono coperte dai programmi di assicurazione sociale, sono lavoratori informali, a basso reddito”, spiega l’Undp. Si parla spesso di “donne e giovani, rifugiati e migranti e persone con disabilità”. Il Programma dell’Onu ha effettuato valutazioni sugli effetti socioeconomici di Covid in più di 60 Paesi negli ultimi mesi. Questi lavoratori non possono rimanere a casa senza un reddito, a causa della mancanza di copertura del welfare.

Il reddito di base temporaneo fornirebbe i mezzi per acquistare cibo e pagare le spese sanitarie e scolastiche. Insomma, i beni di prima necessità. Ma, soprattutto, secondo l’Undp “è anche finanziariamente a portata di mano”, in quanto “richiederebbe solo il 12% della risposta finanziaria totale a Covid-19 prevista nel 2020”. Le risorse possono essere reperite anche in maniera indiretta: secondo i dati ufficiali, le economie emergenti e in via di sviluppo spenderanno 3,1 trilioni di dollari per il rimborso del debito. Lo stop completo al pagamento, come peraltro richiesto dal segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, consentirebbe ai paesi di riutilizzare temporaneamente questi fondi in misure di emergenza per combattere gli effetti della crisi.

Risposte a una crisi senza precedenti

Achim Steiner

Achim Steiner, amministratore dell’Unpd

L’amministratore di Undp, Achim Steiner, è stato esplicito: “Tempi che non hanno paragono precedenti richiedono misure sociali ed economiche senza precedenti. L’introduzione di un reddito di base temporaneo per le persone più povere del mondo è emersa come un’opzione necessaria”. Intanto, nel mondo, iniziano a esserci degli esempi di questa soluzione. Il governo del Togo ha distribuito oltre 19,5 milioni di dollari di aiuti finanziari mensili a circa il 12% della popolazione, attraverso un trasferimento di denaro, indirizzato principalmente a donne lasciate senza tutele. In Europa la Spagna ha fatto da apripista al modello: ha stanziato un budget mensile di 250 milioni di euro per integrare i redditi di 850mila famiglie vulnerabili.

La consapevolezza, tuttavia, è anche quella di andare oltre alle misure assistenziali delle persone più in difficoltà. Lo sforzo delle Istituzioni internazionali deve concentrarsi, tra le altre cose, sulla tutela dei posti di lavoro e sulla necessità di sostenere le imprese: bisogna scongiurare la loro chiusura nella fase peggiore della crisi economica. Anche su questo punto, comunque, Steiner ha spiegato: “I piani di salvataggio e di recupero non possono concentrarsi solo su grandi mercati e grandi imprese. Un reddito di base temporaneo potrebbe consentire ai governi di offrire alle persone in una situazione di blocco una linea di vita finanziaria, iniettando denaro nelle economie locali per aiutare a mantenere a galla le piccole imprese e rallentare la devastante diffusione di Covid-19”.

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