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Recovery Fund? Sì all’opportunità, no alla speculazione!

Recovery Fund? Occhio alla speculazione! Tra i vizi italici più insidiosi c’è quello di usare le migliori motivazioni per fare da scudo alle peggiori intenzioni. Accade in tutti gli ambiti. Ancor di più dove sono in ballo i soldi, soprattutto se sono tanti. Lo abbiamo visto col terremoto in Irpinia, in Abruzzo, nelle Marche. Lo vediamo puntualmente ogni anno quando assistiamo, con l’apatia tipica dell’assuefazione, ai servizi nei TG dove vengono mostrate le immagini qualche corso d’acqua che rompe gli argini e spazza vite umane e beni materiali. E con essi, ricordi e sacrifici di una vita dei “fortunati” che sopravvivono all’evento tragico. Accorati appelli all’impegno di tutti nella ricostruzione, seguiti da miserevoli vicende di inefficienza, quando non di corruzione. Un copione che non cambia mai.

Disponibili 799 milioni dal recovery fund? Non siano un banchetto

Ora, secondo quanto denunciato da WILDERNESS AIW, questo immutabile evergreen potrebbe andare in scena nel cuore della nostra penisola: le montagne abruzzesi. Nel comunicato dell’associazione si legge infatti come “si sarebbe tenuta una riunione “tra il Presidente dell’UNCEM Abruzzo, i vertici dell’ANAS e altri soggetti interessati” al fine di programmare “un sistema di infrastrutture stradali” che favorisca il collegamento “tra l’Alto Sangro e la Conca del Fucino”, ma anche con la “Valle del Sagittario”. Scendendo nel dettaglio, si apprende che lo scopo sarebbe ““creare una strada extraurbana secondaria con due corsie in totale sicurezza”. Inevitabile pensare si voglia magari riprendere l’antichissima idea di unire Avezzano a Castel di Sangro, con una strada che passando per la Vallelonga e “sfondando” la serra dei monti che la dividono da Pescasseroli, si unisca alla statale per Castel di Sangro! Così il comunicato della WILDERNESS AIW.

Foto: Marika Massaro

Tutelare l’entroterra italiano

L’area interessata da questo progetto, e quelle immediatamente adiacenti, rappresenta un tripudio di bellezze naturalistiche. In questo parte d’Italia vi si trova il Parco Nazionale della Maiella a sud-est, il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino ad ovest. Più a nord vi è il Parco Nazionale dell’Abruzzo. Inevitabile che tali progetti possano indurre qualche timore. Soprattutto ora che al comune budget va aggiunta una cifra cospicua proveniente dalla ripartizione del Recovery Fund: ben 799 milioni di euro. Siamo dunque davanti all’ennesimo caso in cui la buone motivazioni quali la valorizzazione del territorio fungono da alibi per una più prosaica operazione squisitamente speculativa? Ma vediamo meglio quali sono gli aspetti controversi di questa vicenda.

Speculazione in agguato. Ecco i rischi da evitare

Serve un’altra strada nella zona in oggetto? Questa è la prima domanda che si pongono alla Wilderness Aiw. La loro implicita risposta è “no”. Dice il segretario generale Franco Zunino: “se fosse per i politici, pur di spendere soldi e bandire appalti, costruirebbero strade per unire ogni paese d’Italia da tutti i punti cardinali!”. Sotto accusa sono quelle che vengono percepite come presunte motivazioni alla base: ridurre l’isolamento di questi piccoli centri, per rallentare, e magari un giorno fermare del tutto, lo spopolamento.

Foto: Essetefano

Impakter Italia ha parlato tantissime volte di questa piaga che rende intere aree dell’entroterra italiano degli autentici cimiteri di centri urbani. Una spettrale distesa di paesi fantasma. L’associazione contesta questa visione, ritenuta strumentale, come si evince dalle parole ancora del segretario generale Zunino: “La scusa è lo “spopolamento” di questi paesi a causa del loro isolamento, benché siano ben altre le ragioni  per questo fenomeno sociale, peraltro endemico di tutti i paesi di montagna; problemi che non si risolvono con la costruzione di una o più strade, essendo quasi sempre un problema legato al declino dell’economia rurale, per cui non tutti i paesi possono diventare città”. Il rischio è che venga meno la salvaguardia di un territorio dalla ricchezza naturalistica.

Foto in copertina: Verdenex84

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