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Quello che mangeremo domani ?

Quinoa e Salicornia, quello che mangeremo domani. Potrebbero essere i vegetali del futuro. Se ne è parlato molto, anche di altre specie vegetali al Food Security and Innovation Day  – che si è svolto a Dubai alla fine di novembre – dove ministri, responsabili politici e innovatori di tutto il mondo si sono riuniti per esplorare gli ultimi progressi nella ricerca, innovazione, sviluppo e politica in agricoltura e produzione alimentare negli ambienti marginali del mondo.

Gli Emirati Arabi Uniti, con il loro clima rigido e condizioni di coltivazione avverse, con bassi livelli annuali di precipitazioni, scarsa qualità del suolo e livelli di acque sotterranee in calo, sono in una buona posizione per assumere un ruolo guida nell’avanzamento dell’agricoltura basata sulla tecnologia, specialmente nel settore degli ambienti marginali.

Come si consente ai cittadini di un paese di avere accesso a cibo sicuro, sufficiente, nutriente e a prezzi accessibili?“, chiede Mariam Bint Mohammed Almheiri, ministro degli Emirati Arabi Uniti per la sicurezza alimentare. “Tutte le tecnologie che stiamo testando nel nostro duro ambiente sono fondamentalmente ciò che vogliamo esporre per aiutare gli altri. Abbiamo il sole, il mare e la sabbia. E se possiamo coltivare il cibo usando le tre S (sun-sea-sand), che qui sono abbondanti, abbiamo una soluzione per il mondo“.

Quinoa e Salicornia: specie vegetali commestibili

Supercolture resilienti e altre soluzioni

Al Centro Internazionale per l’Agricoltura Biosalina di Dubai, (ICBA), gli scienziati sono alla ricerca delle supercolture più resistenti e di altre soluzioni per aiutare gli agricoltori nelle condizioni più difficili ad aumentare la loro resa.

Siamo un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro“, spiega il dottor Ismahane Elouafi, direttore generale dell’ICBA. “Forniamo tecnologie e soluzioni ai paesi a più basso reddito. Dobbiamo rendere i costi sufficientemente bassi da renderli accessibili ai piccoli agricoltori dei paesi a più basso reddito“.

Una di queste soluzioni imita gli ecosistemi naturali a costi minimi.

“Si tratta di un sistema agricolo che combina agricoltura e acquacoltura”, afferma la dottoressa Dionysia Angeliki Lyra, agronomo alofita (che si occupa delle pianta terrestri che vivono in terreni molto riccchi di sali , specialmente di cloruro di sodio) dell’ICBA. “Stiamo studiando come possiamo fornire alle comunità sistemi densi di nutrienti e resistenti al clima. Abbiamo il pesce, che fornisce buone proteine; abbiamo le verdure, abbiamo queste piante altamente resistenti al sale che possono avere vari usi”.

La chiave per aiutare gli agricoltori delle regioni aride è trovare colture in grado di produrre raccolti affidabili in ambienti salati, caldi e asciutti.

Quinoa e Salicornia: la Salicornia, asparago di mare

La banca genetica

Ci sono circa 400.000 specie vegetali sulla terra, di cui 30.000 sono commestibili. Nel nostro attuale sistema alimentare, stiamo utilizzando solo 150 colture. L’idea alla base della banca genetica è quella di raccogliere i semi, vagliarli e vedere quali potrebbero essere utilizzati per la sicurezza alimentare. Inizialmente, gli scienziati guardavano ai climi desertici, ma ora, con il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, sempre più ambienti stanno cambiando per assomigliare alle stesse condizioni.

Quinoa – Raccolto miracoloso
I Maya la chiamavano ‘il raccolto miracoloso‘”, spiega il dottor Ismahane Elouafi. “Noi stessi l’abbiamo introdotto facilmente in circa 10 paesi. Dallo Yemen alla Giordania, all’Egitto, al Marocco, alla Tunisia e a molti altri paesi“.

La Quinoa proviene dall’America Latina e ha proprietà uniche. Può resistere a livelli elevati di salinità e siccità. Ha bisogno di circa la metà dell’acqua assorbita dal grano o dall’orzo. Ed è molto nutriente.

Ma non è solo la quinoa a dare risultati incredibili. La Salicornia, o asparago di mare, è come il Santo Graal delle colture perché può essere irrigato con acqua di mare.

La Salicornia è una pianta affascinante. Può crescere in ambienti desertici“, dice la dottoressa Dionysia Angeliki Lyra. “Può anche essere irrigata esclusivamente con acqua di mare. Ci sono alcuni studi in corso sul potenziale di biocarburante dei semi di salicornia. Se vogliamo garantire il nostro approvvigionamento alimentare in un futuro trasformato dal cambiamento climatico, è la biodiversità della natura che ha la chiave”.

 

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