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“Qui Luna …vi parla Ruggero Orlando”

Nella notte della Luna, fu uno dei due cronisti della Rai a raccontare l’evento. Era il 20 luglio 1969. Un pezzo di storia dell’uomo che la Rai trasmise in diretta, la prima, lunghissima diretta televisiva, 30 ore circa, con oltre centocinquanta ospiti. A guidarla da Roma in studio  Tito Stagno e dalla base della Nasa a Houston in Texas,  Ruggero Orlando.  “Avevo studiato alla lettera i manuali forniti dalla Nasa – racconta Tito Stagno – ed ero in grado di interpretare e decifrare ogni parola o numero nelle comunicazioni fra gli astronauti e il centro spaziale”.

Già fino al momento in cui…

“Qui Nuova York vi parla Ruggero Orlando“. Dal 1954 al 1970 gli italiani dalla radio e poi dalla televisione hanno appreso le grandi notizie dall’America dalla voce e dalla figura di questo giornalista veronese, nato nel 1907 da un professore di matematica che morì durante la Prima Guerra Mondiale sull’Isonzo.

Quel “Nuova York” era tutto tranne che ignoranza o non conoscenza della lingua inglese ma un modo di “italianizzare con un vezzo opposto a quello più comune e banale”  – come diceva lui – tutto quel che era in voga in quel momento nel quale tutto era bello se era inglese o americano.

Ruggero Orlando

110 anni fa nacque Ruggero Orlando, primo corrispondente della #Rai da New York, dal 1955 al 1972. Restano celebri per i telespettatori il suo saluto “Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando” e il cenno della mano per chiudere i collegamenti.Il video completo è online 👉 bit.ly/2tmg8QK

Pubblicato da RaiPlay su Mercoledì 5 luglio 2017

Orlando era entrato in contatto col modo di fare giornalismo anglosassone molto presto negli anni in cui ha vissuto a Londra, quelli del fascismo, durante i quali si iscrisse al Partito Socialista che allora era clandestino. Poi New York una volta assunto dalla Rai da dove Corrado Augias riferisce un aneddoto che racconta molto se non tutto sulla qualità sul carattere e la professionalità del personaggio Ruggero Orlando:

“Un giorno, all’ inizio degli anni Sessanta, mentre si trovava in redazione, gli telefonò Ettore Bernabei da Roma chiedendogli di dare una certa notizia. Quale notizia? L’ imminente preparazione di un summit Kennedy-Krusciov. Ma questa notizia non c’ è, replicò Orlando, nessuno ne parla a Nuova York. La cosa, rispose secco Bernabei all’ altro capo del filo, farebbe molto piacere ad Amintore Fanfani. Orlando non dette la notizia, qualche tempo dopo venne convocato a Roma dove si sentì offrire la carica di vicepresidente della Rai: ottimo stipendio e degna sepoltura. Naturalmente rifiutò e la cosa, per la verità, finì lì anche perché nel frattempo era scoppiata la celebre crisi dei missili a Cuba e dunque altro che summit, Kennedy e Krusciov si trovavano di colpo a un passo dallo spararsi addosso. Ruggero Orlando è stato un giornalista autorevole in primo luogo perché era un giornalista credibile. Ed era credibile in primo luogo perché era comprensibile. E’ stato il primo a capire che attraverso il tubo catodico devono arrivare informazioni semplici, notizie nude e crude, e possibilmente una alla volta. Tutto quello che ha detto, in un periodo in cui la prosa dei giornalisti, non solo televisivi, mimava al peggio il gergo fumoso dei politici, tutto quello che ha detto comunicava immediatamente il senso della notizia, dell’ accadimento”.

 

Ruggero Orlando è morto il 18 aprile del 1994 nella clinica Quisisana di Roma dove era ricoverato da qualche tempo. Aveva 86 anni.

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