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Quattro Recovery Plan europei a confronto

I Recovery Plan,  Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, dei quattro maggiori paesi europei, Francia, Germania, Italia e Spagna, dimostrano che i quattro Stati hanno priorità piuttosto diverse, anche se tutti soddisfano i parametri minimi di spesa del 37% per il clima e del 20% per la digitalizzazione.

Il dato emerge da da una prima analisi dei Pnrr dei principali paesi europei realizzata dal think tank (centro studi, centro di ricerca, laboratorio d‘idee, istituto d‘investigazione, gabinetto strategico o gruppo di riflessione) Bruegel che ha sede a Bruxelles.

La Germania punta decisamente sull’idrogeno, la Francia lo farà in misura minore, insieme a progetti per lo sviluppo di mercati chiave per la tecnologia verde. Italia e Spagna, “anche grazie alle maggiori risorse a loro disposizione”, sottolinea l’analisi, prevedono ingenti investimenti in energie rinnovabili e smart grid, oltre al sostegno a progetti sull’idrogeno, che rappresenta una delle grandi novità nel campo energetico nel Vecchio Continente ed un cavallo di battaglia di Impakter Italia come ha scritto qui Mauro Pasquini.

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Il dettaglio dell’analisi

La dotazione finanziaria totale del NGEU, Next Generation EU, ammonta a 795 miliardi di euro. La NGEU comprende sette strumenti, di cui il più grande è il Recovery and Resilience Facility (RRF): il dispositivo per la ripresa e la resilienza, lo strumento cardine del pacchetto NGEU che mira a mitigare l’impatto economico e sociale della crisi legata al Covid-19 e, contemporaneamente, ad affrontare le sfide a lungo termine dell’Unione. Che è composto da sovvenzioni per 337 miliardi di euro, e da prestiti per 390 miliardi di euro. La maggior parte dei piani di recupero riguardano solo il RRF, ma nel piano dell’Italia è incluso anche ReactEU (un’altra componente del NGEU). L’Italia include anche alcune spese extra da risorse nazionali nel suo piano.

Dei quattro paesi, solo il piano dell’Italia prevede l’assunzione di prestiti nell’ambito del RRF e quindi il piano italiano ammonta a un valore molto più grande (205 miliardi di euro = 69 miliardi di euro di sovvenzioni RRF + 14 miliardi di euro di sovvenzioni ReactEU + 123 miliardi di euro di prestiti RRF) rispetto, per esempio, al piano spagnolo, che ammonta a 69 miliardi di euro di sole sovvenzioni RRF. Tuttavia, il piano spagnolo indica che il paese potrebbe richiedere prestiti del RRF in futuro.

I piani hanno strutture piuttosto diverse, il che rende difficile il loro confronto. In particolare, i quattro maggiori paesi dell’UE classificano diversamente le varie priorità di spesa. Sulle componenti verdi e digitali delle sottovoci, Francia e Germania presentano numeri precisi, la Spagna riporta informazioni qualitative, mentre l’Italia ha una digitalizzazione separata e due categorie verdi, ma non riporta se altre categorie, come istruzione e salute, hanno componenti digitali o verdi. Tuttavia, tutti i paesi riportano le quote complessive di spesa verde e digitale.

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Le differenze tra i quattro piani

La Germania prevede di spendere più della metà del denaro dell’UE che riceverà per la digitalizzazione, mentre gli altri tre paesi spenderanno un quarto o meno. In termini di valori in euro da spendere per le priorità digitali, l’Italia prevede di spendere di più con 42 miliardi di euro, seguita da Spagna (16 miliardi di euro), Germania (15 miliardi di euro) e Francia (10 miliardi di euro).

La Francia prevede di spendere la metà della sua quota di denaro UE per le priorità verdi, mentre gli altri tre paesi spenderanno circa il 40%. In termini di valori in euro da spendere per le priorità verdi, l’Italia prevede di spendere di più, 86 miliardi di euro, seguita da Spagna (31 miliardi di euro), Francia (21 miliardi di euro) e Germania (11 miliardi di euro).

Anche altre parti dei piani variano. Il piano tedesco include pochi finanziamenti per le aree politiche non climatiche e non digitali, forse perché si prevede che la Germania riceva l’importo più basso in euro. I piani degli altri tre paesi sono molto più diversificati, e includono priorità politiche come l’inclusione sociale, l’istruzione, la ricerca, la salute, e anche la cultura e lo sport nel caso della Spagna.

Differenze significative tra i piani possono essere viste anche nella loro principale voce di spesa: il clima. I piani stabiliscono priorità simili in questo settore, con, in ordine di importanza, infrastrutture verdi e mobilità, energia verde ed efficienza energetica degli edifici. Ma i piani d’azione specifici differiscono significativamente.

Gli investimenti in infrastrutture verdi e mobilità della Germania sono interamente concentrati sullo sviluppo della mobilità elettrica, con incentivi per promuovere la diffusione di auto elettriche, autobus e veicoli ferroviari, e una spinta allo sviluppo di infrastrutture di ricarica per auto elettriche. In Spagna, partendo da un importo in euro più grande, il piano prevede investimenti nello sviluppo della mobilità elettrica, ma anche nel trasporto pubblico. Nel frattempo, sia in Francia che in Italia, la metà degli investimenti si concentra sullo sviluppo del sistema ferroviario. In Francia, il focus è la modernizzazione della rete ferroviaria e l’ulteriore sviluppo del trasporto merci su rotaia e delle linee locali. In Italia la priorità è lo sviluppo dei treni ad alta velocità.

 

 

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