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antonio lubrano

Quanti rifiuti produce un italiano

Quanti rifiuti produce un italiano? Quando buttate qualcosa nel secchio della spazzatura vi capita mai di pensare che quel gesto nello stesso giorno, magari nello stesso momento lo compiono milioni di italiani? No, lo intuisco; e del resto perchè dovreste chiedervelo.. Però, dato che ogni giorno i nostri occhi incontrano immagini desolanti accanto ai bidoni della nettezza urbana – scatolame, bottiglie vuote, verdure scartate, stracci, che evidentemente non trovano posto nei contenitori già stracolmi – è giusto porsi l’interrogativo. Se non altro per riflettere e correggere semmai i nostri difetti di contribuenti.Dunque:l’Istituto Superiore della Protezione e Ricerca ambientale(Ispra) ha realizzato uno studio che risponde all’interrogativo: ogni cittadino nell’arco di un anno produce 500 chilogrammi di rifiuti. Una enormità, possiamo dirlo? E’ la cifra che fa impressione,diciamo la verità.

Dalla ricerca si apprende  che nelle regioni del centro Italia la produzione di rifiuti è ancora più alta:548 kg pro capite. Il record però spetta all’Emilia Romagna:563 kg per abitante. E’ poi confortante  apprendere che dal nord al sud della penisola la raccolta differenziata è aumentata sensibilmente.E chi risulta in testa alla classifica delle migliori città? Cagliari, col 71,4%.

Contemporaneamente da altra fonte si apprende che in Italia cala il consumo di sale. Lo avreste mai immaginato? Nel giro di dieci anni è sceso del 12%. E’ un bene o un male? Lasciamo perdere le facili battute sull’argomento(chessò: “non hai sale in zucca”: esempio classico), anche perchè si scopre che è un bene, siamo di fronte – forse involontariamente  – ad una riduzione positiva. Questa percentuale, assicurano gli esperti, è in linea con i  limiti raccomandati  dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal Ministero della Salute. L’obiettivo infatti è di arrivare a una diminuzione del consumo di sale del 30% entro il 2025. Quindi dal 12% di oggi al 30% di dopodomani c’è ancora tanta strada da fare, però siamo a un buon punto. Per migliorare, si fa per dire, abbiamo ancora quattro anni davanti a noi.

Domanda:abbiamo o no il diritto di lamentarci quando ci propongono, a casa o al ristorante, una pietanza insipida? Provate a rispondere voi che leggete.

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