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Qual’è il tempo della Giustizia ?

A questo punto può salvarci solo un referendum.  Il quesito potrebbe essere più o meno questo: “La magistratura può indagare su vicende legate alla politica? E se si, Qual è il momento giusto e neutro in cui può farlo?

Un referendum del genere servirebbe  a portare alla luce del sole il sogno nel cassetto di un’intera classe politica: la magistratura non deve occuparsi dei politici, lo prevede la divisione dei poteri. Come vantaggio di rimbalzo  ci risparmierebbe  anche la noia di ascoltare il politico di turno accusare la “giustizia ad orologeria.”

La prova di questo desiderio inconfessabile è sotto gli occhi di chiunque voglia vedere la realtà. Provate a trovare  una dichiarazione di un indagato che non lanci sospetti su complotti orditi contro di lui. Qualche esempio? Matteo Renzi, cronaca di queste ore, di fronte agli arresti domiciliari disposti verso i suoi genitori per bancarotta fraudolenta, ha dichiarato: “Io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo”. Rivelando una verità finora nascosta:  le  accuse verso i suoi genitori sono costruite a tavolino.

I cinque stelle  sono andati oltre. A decidere se Matteo Salvini debba essere processato per sequestro di persona aggravato per la vicenda del caso Diciotti, hanno chiamato a raccolta  “il popolo”, che con il voto espresso sulla piattaforma digitale del M5s ha  assolto il leader leghista. Il  risultato lo ha annunciato ufficialmente Di Maio: “La maggioranza ha deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere”. Facile immaginare  l’elettore grillino  esaminare  gli atti e alla fine emettere  un giudizio apartitico e dettato solo dal rispetto della legge. La magistratura, insomma,  è inutile.

Ma è anche tante altre cose. Per Berlusconi la magistratura “si fa corrompere”. Detto da una persona definita dai giudici della Corte d’Appello di Napoli “un privato corruttore” forse è un’accusa leggermente avventata.

Vittorio Sgarbi, con la solita delicatezza ha spiegato: “Penso tutto il male possibile dei magistrati. Mi fanno schifo”.

Un giudizio molto chiaro  lo ha dato anche Matteo Salvini prima di arrivare al Viminale: “Difenderò qualunque leghista indagato da quella schifezza che si chiama magistratura italiana, che è un cancro da estirpare”.

Difficile non tornare con la memoria al 2002, quando Francesco Saverio Borrelli all’inaugurazione dell’anno giudiziario pronunciò le parole “Resistere, resistere, resistere”, diventate il simbolo dello scontro politico-giudiziario nel nostro Paese. Oggi però lo scontro sembra allargarsi e a prendere posizione non solo i politici. Vox News, sito di propaganda sovranista  ha scritto in queste ore che “ i tre i giudici del Tribunale dei Ministri di Catania che hanno chiesto l’autorizzazione a procedere contro Salvini, nonostante la richiesta di archiviazione della Procura, sono membri della corrente di estrema sinistra della magistratura”. Naturalmente è una fake news, ma è indicativa dell’aria che tira nel nostro Paese.

Sotto attacco anche il profilo face book di Magistratura Democratica, fino a qualche tempo fa una pagina  visitata solo da addetti ai lavori  che in queste settimane  è sommersa da messaggi violenti e infamanti.

Chissà  se anche la stupidità è a orologeria.

 

Ezio Tamilia

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