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Nasce il governo 5 Stelle-Pd dopo il Si su Rousseau

Con una valanga di voti sulla piattaforma Rousseau i militanti del MoVimento hanno dato il via libera al nuovo Governo. Ecco i punti qualificanti.                                             Stop all’aumento dell’Iva, taglio delle tasse in busta paga a favore dei lavoratori, introduzione del salario minimo, misure contro lo sfruttamento sul posto di lavoro. E ancora: un Green New Deal, per favorire un’economia più orientata verso l’ambiente, innovazione e digitalizzazione, impegno per il Made in Italy e battaglia in Europa per le politiche sull’immigrazione. È piuttosto ricca e ambiziosa la bozza di programma di governo, presentata dal Movimento 5 Stelle in apertura del voto per l’approvazione dell’alleanza con il Pd sulla piattaforma Rousseau.

I punti elencati in totale sono 26: ai 20 indicati inizialmente dal capo politico del M5S, Luigi Di Maio, sono stati aggiunti altri voluti dal segretario dem Nicola Zingaretti. In questa fase, come è ovvio che fosse, si tratta di un documento che fissa la cornice entro cui la coalizione di governo, guidata da Giuseppe Conte, è intenzionata a muoversi.

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte (foto tratta dal profilo Facebook di Luigi Di Maio)

Cosa prevede la bozza di programma: il fisco

Andiamo all’analisi per macro-temi. Per quanto riguarda il fisco e l’economia emerge una visione concentrata sulla redistribuzione: quindi niente flat tax, come chiedeva il leader della Lega, Matteo Salvini, ma un approccio attento alla progressività. Viene evidenziata la volontà di attuare “un’ampia riforma fiscale, con semplificazione della disciplina e abbassamento della pressione fiscale”. Inoltre “occorre intervenire con più efficaci misure di sostegno alle famiglie con persone con disabilità e alle famiglie numerose” si legge nel testo.

Ma il punto chiave è il 22 della bozza: “Occorre concentrarsi sull’equità fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui fanno business”. Nel documento, poi, viene annunciato l’intento di un “inasprimento delle pene per i grandi evasori”.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti

Lavoro e investimenti

Anche in materia di lavoro l’approccio è quello di un’azione a favore dei ceti medio-bassi. La riduzione delle tasse in busta paga, quello che tecnicamente viene definito taglio del cuneo fiscale, è uno degli anelli di congiunzione tra Pd e M5S. Viene indicato come primo punto del programma il “sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, deburocratizzazione e semplificazione amministrativa”, ponendo l’accento sul contrasto al gender gap con “una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni”.

Il capitolo investimenti tocca vari settori. Prima di tutto: “Maggiori risorse per scuola, università, ricerca e welfare”. Ma c’è in riferimento chiaro anche al potenziamento del “sistema della ricerca” e “all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro”. Al fianco di tutto questo c’è la promozione “del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico”.

Ambiente, giustizia e immigrazione

Un corposo passaggio del programma si sofferma sull’ambiente e sulla riconversione ecologica dell’economia, con il lancio del Green New Deal: “Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell’ambiente, il ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto dei cambiamenti climatici. Occorre adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese”, si legge nel testo. E viene fissato come impegno quello di arrivare a un’economia circolare, sfruttando le possibilità offerte dallo sviluppo tecnologico.

Palazzo Chigi

Tra i 26 punti c’è l’annuncio di altre riforme-chiave per l’Italia, come quella della Giustizia, con la velocizzazione dei tempi dei processi. Viene rilanciata la volontà di scrivere “una seria legge sul conflitto di interessi, con una contestuale riforma del sistema radiotelevisivo” e di rivedere le politiche sull’immigrazione, promuovendo “una forte risposta europea al problema della gestione dei flussi migratori, anche attraverso la definizione di una normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che – nello stesso tempo – affronti i temi dell’integrazione”.

Un programma ricco

Insomma, un progetto politico ampio, ricco di temi, che chiaramente menziona tante altre questioni, come la ricostruzione delle zone terremotate, il sostegno al Mezzogiorno, una legge specifica su Roma, e la tutela dei beni comuni: la scuola, l’acqua pubblica, la sanità. Che sia un libro dei sogni o l’avvio di un’azione davvero riformatrice, lo dirà la storia, come sempre, giudice supremo e imparziale di ogni esperienza di governo.

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