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Guida Naturalistica

Professioni del futuro: la Guida Naturalistica Ambientale

Professioni del futuro: la Guida Naturalistica Ambientale, un futuro che in realtà esiste già. Uno degli sbocchi professionali della neonata Laurea in Gestione Ambientale e Sviluppo sostenibile di cui il Professor Enrico Ferrero ci ha raccontato  qui s Impakter Italia pochi giorni fa, è quello di “guida ed accompagnatore naturalistico e sportivo“. Una bella figura, adatta ai giovani e adatta a far sì che i giovani di un territorio non lo abbandonino ma anzi non solo si prendano cura dei turisti ma che contribuiscano anche alla conservazione dello stesso.  Una figura professionale che è gia delineata dal nostro ordinamento ma che con la laurea assume un rilievo ed un livello diverso e potrebbe diventare una delle professioni del futuro. Vediamo intanto chi è una guida Naturalistica.

Una Guida Naturalistica o Ambientale Escursionistica è chi esercita professionalmente l’attività di conduzione in sicurezza –  assicurando la necessaria assistenza tecnica –  di persone singole o gruppi in visita a tutto il territorio, nelle visite a parchi, riserve naturali, zone di pregio o tutela ambientale o siti di interesse ambientale così come individuate dalla legislazione vigente, fornendo notizie ed informazioni di interesse naturalistico, paesaggistico ed ambientale, antropici e culturali, senza limiti altitudinali e senza l’uso di mezzi per la progressione.

In relazione ai mezzi con cui viene esercitata l’attività nell’ambito della professione di Guida Naturalistico-ambientale, le normative regionali individuano la specifica figura professionale di chi esercita l’attività a cavallo o con altro animale o mezzo.

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Cosa fa esattamente una Guida Naturalistica

L’attività è svolta in genere come collaboratore di agenzie turistiche, associazioni o enti pubblici che gestiscono parchi e riserve naturali. Le attività di una Guida possono comprendere aree protette e non: progettare itinerari; organizzare i percorsi di visita; divulgare e realizzare di programmi di educazione ambientale; accompagnare con un ruolo didattico; guidare il gruppo dei turisti fermandosi in corrispondenza dei punti più interessanti; illustrare le caratteristiche geologiche, faunistiche e botaniche dell’area; realizzare progetti di comunicazione, divulgazione e fruibilità per le stesse aree protette. L’attività della guida naturalistica è solitamente stagionale.

Le caratteristiche personali

E’ un lavoro a contatto col pubblico dunque sono richieste alcune caratteristiche caratteriali molto specifiche. Ma soprattutto è necessario avere capacità di organizzazione e pianificazione, la conoscenza di una o più lingue straniere, una conoscenza approfondita delle zone visitate da un punto di vista geologico, faunistico, botanico, ottima memoria, capacita di espressione verbale, cortesia. E’ importante – ed eccoci al carattere – avere una buona capacità comunicativa per svolgere al meglio il ruolo didattico che questa figura spesso richiede; per questo motivo alla guida naturalistica è richiesto possedere un livello di istruzione medio-alto.

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Come si diventa Guida Naturalistica

Detto del corso di laurea in GASS presso l’Università de Piemonte Orientale, va anche sottolineato che l’accesso a questa professione non è uniforme nel nostro Paese. E’ amministrativamente disciplinata, soggetta ad abilitazione. Come stabilito da una serie di leggi, spetta alle singole regioni legiferare in tema di professioni turistiche, sia pure nel rispetto di quanto previsto dalle direttive europee in tema di libera circolazione ed equivalenza di titoli e professioni.

Il fatto però che non ci sia un riferimento legislativo nazionale univoco, può generare confusione e disparità nelle denominazioni e nelle competenze stesse delle Guide Ambientali Escursionistiche, comprese le modalità di accesso alla professione, con delle importanti disparità tra regione e regione che spesso limitano l’attività delle Guide.

Alcune regioni (ad esempio Piemonte, Friuli, Umbria, Liguria, Valle d’Aosta) si sono dotate di leggi e hanno stabilito requisiti e modalità per conseguire l’abilitazione professionale (di norma è la Regione ad occuparsi della formazione, mentre l’abilitazione è rilasciata dalla Provincia). La tenuta degli albi o degli elenchi è affidata alle stesse Regioni o alle Province, così come la vigilanza ed il controllo, quando non delegati ai comuni.

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