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Produttori agricoli “uccisi” dall’hard Brexit

Produttori agricoli in allarme. La Brexit senza accordo sarà una mannaia per i settori agricolo e alimentare irlandesi. Il ripristino delle barriere doganali tra Irlanda e Regno Unito rischia di falcidiare il commercio delle carni bovine e, in misura leggermente minore, quello dei prodotti caseari. Ecco com’è la situazione.

I gravi rischi per i produttori di carne bovina

Le esportazioni dei prodotti di origine bovina irlandesi sono destinate per circa il 50% al mercato inglese. La carne bovina irlandese si troverebbe (senza protezione) in concorrenza con quella proveniente da paesi terzi a prezzi ben al di sotto della media UE. A tutto questo bisogna aggiungerci nuove  tariffe per l’esportazione. Insomma, una catastrofe.

Colpiti anche i produttori del settore caseario

Tra le tante possibili vittime di una Brexit senza accordo c’è anche l’industria casearia. Molti produttori alimentari nell’Irlanda del Nord, temono che se il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione europea senza un accordo, potrebbe esservi gravissime ripercussioni sulla capacità di inviare prodotti oltre confine. Le aziende casearie, soprattutto quelle di dimensioni ridotte, si troverebbe a dover affrontare “sfide insormontabili”. Tuttavia, rispetto al settore delle carni bovine, il lattiero-caseario ha a che fare con un divario tra i prezzi dell’UE e la media mondiale decisamente inferiore. Questo, almeno in teoria, fa pensare a effetti meno drammatici in caso di uscita dalla UE senza accordo. MA si tratterebbe comunque di un salasso.

Ma la fregatura è a doppio senso.

Anche (e forse soprattutto) il Regno Unito ne uscirebbe gravemente destabilizzato da un punto di vista commerciale. In caso di Brexit senza accordo l’UK diventerebbe tecnicamente per l’Unione europea un paese terzo. Le imprese e le società britanniche perderanno il libero accesso al mercato Ue per le esportazioni della maggior parte dei prodotti agricoli. In concreto questo significa introduzione di tariffe di importazione. Il consequenziale rialzo dei prezzi dei generi alimentari più che una minaccia sarebbe una certezza assoluta. Insomma, un affarone per i consumatori, soprattutto per gli strati meno abbienti, che il populismo pro Brexit avrebbe dovuto proteggere. Così gli analisti della Rabobank International, uno degli istituti di credito più importanti al mondo per il settore agricolo e alimentare: “è prevedibile un rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari a causa dell’aumento dei costi di attraversamento del confine con l’Ue”.

Prezzi più alti anche per colpa del deprezzamento della sterlina

Sempre secondo gli esperti della Robobank International, l’hard brexit provocherebbe un forte deprezzamento della sterlina. Si pensa che “questa possa svivolare verso la parità con l’euro. Ciò significherebbe un deprezzamento della valuta di Sua Maestà la Regina di circa il 10-15% rispetto all’euro”. Ora, visto che il Regno Unito è un importatore netto di materie prime agricole, i prezzi di molti prodotti aumenteranno di una percentuale pari in valore assoluto a quella del deprezzamento della moneta nazionale. Ovvero: consumatori ulteriormente mazziati dall’ideona che doveva salvarli.

Che bella questa Brexit!

Mauro Pasquini

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