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Primarie PD: Zingaretti nuovo Segretario

Un viaggio  per capire qual’è lo stato di salute del partito democratico.

 

L’appello di Walter Veltroni per il voto alle primarie del Partito Democratico segue quello di Romano Prodi. Il padre del PD e il suo primo segretario chiedono a militanti e sostenitori di recarsi in gran numero ai gazebo domenica 3 marzo. Il popolo del PD lo ha fatto e ha scelto Nicola Zingaretti.

La nuova leadership viene riconosciuta subito a caldo dagli altri due candidati, l’ex reggente del partito Maurizio Martina (intorno al 17%) e Roberto Giachetti, terzo con il 16% ufficioso, che chiama Zingaretti e si complimenta. «Altro che macerie», dice sottolineando l’alta partecipazione. «Buon lavoro Segretario!», twitta invece Martina: « Da oggi sempre più #fiancoafianco nel PD per l’Italia». «Quella di Nicola Zingaretti è una vittoria bella e netta. Adesso basta col fuoco amico: gli avversari politici non sono in casa ma al Governo. Al segretario Zingaretti un grande in bocca al lupo. A Maurizio, Bobo e a tutti i volontari grazie. Viva la “democrazia”», twitta invece l’ex premier Matteo Renzi, commentando a caldo la netta affermazione del Governatore del Lazio.

Alla base c’è la consapevolezza che le vicissitudini di questi anni hanno raffreddato l’entusiasmo per il progetto, che nel 2007 vide la fusione delle due grandi famiglie politiche dell’Italia repubblicana, quella democristiana e quella comunista. Litigi interni, correntismo, scissioni, hanno fiaccato il partito e fatto perdere terreno sul piano del consenso.

Tuttavia, come afferma Veltroni, “basta guardarsi intorno, in Italia e nel mondo, per convincersi che non è certo il tempo per l’indifferenza o la rinuncia. È tempo di dare un segno, tutti insieme, che la democrazia è viva”.

Ecco, guardiamoci intorno. In Italia, tra partiti azienda e partiti ex secessionisti convertitisi al sovranismo, il Partito Democratico resta l’unico presidio di democrazia, in quanto unica connessione con l’europeismo e con gli ideali repubblicani. Ed è proprio il rito delle primarie a rappresentare plasticamente questa inconfutabile eccezionalità del PD.

“Delusione e stanchezza”, per quanto comprensibili, non devono lasciare spazio alla rassegnazione. Una grande partecipazione è la migliore risposta a chi sulla rassegnazione ha costruito e sta costruendo la propria propaganda. Scrive il Corriere della Sera dopo il dibattito su Sky dei tre principali candidati:

Tutti e tre scommettono su un milione di partecipanti alle primarie (sarebbe comunque record negativo), tutti e tre sono sicuri che il Pd alle europee andrà meglio che alle politiche (non ci vuole molto), tutti e tre salverebbero gli immigrati in mare, tutti e tre cambierebbero il reddito di cittadinanza ma non lo abolirebbero, tutti e tre sono uomini sebbene tutti e tre dicono sempre «donne e uomini», mettendo prima le donne (a proposito, che fine ha fatto Anna Ascani, co-candidata e quota rosa di Giachetti? Voto 4 al Pd perché ha troppe poche donne al vertice).

Andare a votare in tanti significa dare una chance alla democrazia.E così è stato. Quasi 1 milione e 800 mila persone hanno fatto la fila davanti ai gazebo. Un piccolo capitale che ora dovrà esserte speso molto bene.

Red

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