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Prada veste la sostenibilità

Prada, il gruppo italiano che opera nel mondo della moda prosegue nel suo percorso verso un’attività sempre più sostenibile. E’ stato uno dei 32 gruppi ad aderire per primi al Fashion Pact (adesso sono 56): una collaborazione tra le principali aziende del lusso e più in generale della moda per identificare obiettivi comuni in favore del pianeta ed i relativi metodi con cui ottenerli.

A novembre, il 9 per l’esattezza, Prada ha organizzato a New York  Shaping a Sustainable Future Society : una giornata “per riflettere sulla responsabilità delle imprese e delle istituzioni di promuovere un ambiente che incoraggi libertà, uguaglianza e giustizia”. Per dare un’idea, Prada ha 3,1 miliardi di fatturato e 13.197 dipendenti in 70 Paesi.

Prada veste la sostenibilità: la giornata di riflessioni a New York

Oggi il gruppo Prada ha sottoscritto – prima azienda del lusso a farlo –  un prestito con il Credìt Agricole Group, i cui tassi di interesse sono vincolati al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Cinque anni di finanziamento per 50 milioni di euro – Sustainability Term Loan – con  tre obiettivi iniziali da raggiungere e prevede che altri ne possano essere aggiunti man mano che si raggiungano i primi tre.

Prada veste la sostenibilità: Prada Re-nylon

Il primo obiettivo è avere ogni anno un numero di punti vendita con certificazioni LEED Gold o Platinum, costruiti cioè con tecniche e tecnologie finalizzate al risparmio energetico e idrico, alla riduzione delle emissioni di CO2, al miglioramento della qualità ecologica degli interni, con un attenzione ai materiali e alle risorse impiegate.

Un altro obiettivo è la formazione per i dipendenti, secondo strategie di sviluppo del capitale umano definite di anno in anno; mentre la terza è l’uso di nylon rigenerato (Prada Re-Nylon) per la propria produzione.

Prada veste la sostenibilità: un negozio Prada

Bisogna dire  – che si tratti di azioni promozionali o di reali incamminamenti sui sentieri della sostenibilità, c’è un dato incontrovertibile e cioè che il dibattito sulle responsabilità delle aziende nei confronti del pianeta, sta diffondendo qualche azione positiva. Crédit Agricole è stata una delle prime a mettere la propria firma sull’Accordo di Parigi sul clima nel 2015, ed ha fatto della sostenibilità uno delle colonne portanti del proprio piano di medio termine 2022. Crédit Agricole Corporate and Investment Bank è leader mondiale nel settore degli investimenti Green e AMUNDI – la società di asset management controllata dal gruppo – gestisce già oggi 280 miliardi di euro in investimenti socialmente responsabili.

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