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Terrorismo attacco

Povertà e diritti: il terrorismo può alimentarsi con il Covid

Nemmeno la pandemia di Covid-19 ferma il terrorismo. Anzi, gli esperti hanno lanciato l’avvertimento: la minaccia resta incombente e la crisi economica e sociale può rivelarsi un acceleratore per il reclutamento di nuovi terroristi. La seconda edizione della “Settimana antiterrorismo”, promossa dalle Nazioni Unite, ha proprio l’obiettivo di riportare all’attenzione dei governi il pericolo legato a eventuali azioni terroristiche. Che non devono essere solo ricondotte alla galassia jihadista: esiste anche l’estremismo politico. Destano in tal senso preoccupazioni gli attacchi orchestrati dalle organizzazioni di estrema destra: c’è un evidente ritorno di formazioni neonaziste.

“È troppo presto per valutare pienamente le implicazioni di Covid-19 sul panorama del terrorismo”, ha osservato il segretario generale dell’Onu, António Guterres. Di sicuro i gruppi terroristici “cercano di sfruttare divisioni, conflitti locali, fallimenti della governance e le proteste per avvicinarsi ai loro obiettivi”. Ecco che quindi diventa necessaria una risposta sul tema del contrasto alla povertà e alle disuguaglianze: il disagio sociale foraggia gli estremismi, perché le persone disperate possono essere affascinate dai messaggi dei gruppi. L’obiettivo delle Istituzioni internazionali, come riferito dall’Onu, è proprio quello di avvicinarsi alle reali istanze delle persone, per ascoltarle e avviare progetti di inclusione sociale.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres (Credits foto: https://www.flickr.com/photos/us-mission/7704332996/)

Il legame tra diritti umani e terrorismo

C’è poi un altro tema prioritario. “Il pieno rispetto delle leggi internazionali in materia di diritti umani e dei rifugiati è essenziale”, ha osservato il segretario generale, aggiungendo che “la lotta al terrorismo deve sostenere questi valori o non riuscirà mai a raggiungere gli obiettivi”. Gli indicatori, al momento, restano positivi. Vladimir Voronkov, capo dell’antiterrorismo delle Nazioni Unite, ha spiegato che il numero di attacchi terroristici e di vittime è diminuito rispetto agli anni scorsi, quando l’Isis era in piena espansione.

Tuttavia, il problema non è risolto: il terrorismo rimane “una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”, ha ribadito Voronkov. Molti gruppi stanno estendendo la loro portata in nuove aree (come raccontato in questo articolo su Impakter Italia). Il numero uno dell’antiterrorismo dell’Onu ha sottolineato: “Dobbiamo stare attenti, poiché i terroristi usano tattiche e strumenti innovativi per sfruttare le vulnerabilità e le condizioni a loro favorevoli, molte delle quali sono state esacerbate dalla pandemia”.

terrorismo islamico

La bandiera dell’Isis

I luoghi di reclutamento

Una nuova tendenza, infatti, è quello di reclutare nuovi terroristi in contesti di detenzione. Nelle carceri, specie nei Paesi in cui non vengono rispettati i diritti umani, i processi di radicalizzazione sono sempre più frequenti, secondo quanto rilevato da Ghada Fathi Waly, direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc).

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