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Polversi sottili: cosa sono e perché ci uccidono ogni giorno In Italia

Polveri sottili, tutti ne parlano, tutti ne raccontiamo la pericolosità ma in pochi sappiamo esattamente di cosa parliamo e soprattutto quanto e perchè ci uccidono. Sì, ci uccidono a noi italiani come nessuno in Europa. Che l’inquinamento atmosferico sia un killer silenzioso ma estremamente efficiente noi di Impakter Italia ce ne siamo occupati in questo post del marzo di quest’anno.

Cosa sono le polveri sottili

Le polveri sottili o particolato atmosferico sono pulviscolo molto fine, talmente leggero da rimanere facilmente sospeso in aria e quindi respirato: si chiama particolato grossolano se costituito da particelle, polveri, pollini e spore con diametro superiore a 10 µm (micron), le cosiddette PM10, un micron è pari a un milionesimo di metro, o un millesimo di millimetro.

Si chiama particolato fine o sottile: sono quelle polveri di dimensioni attorno ai 2,5 micron, ovvero le PM2,5. Infine parliamo di  particolato ultrafine o polvere respirabile: sono le polveri di dimensioni tra gli 1 e gli 0,1 micron. Al di sotto di queste misure di parla di nanopolveri.

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Polveri sottili : residui su un guanto

Perché uccidono in Italia

The Lancet è una prestigiosa rivista scientifica che ogni anno pubblica un rapporto dal titolo un pò sinistro ma molto esplicativo “Countdown on Health and Climate Change” (Conto alla rovescia per la salute e il cambiamento climatico). Ebbene quello di quest’anno riporta che l’Italia è il primo paese in Europa (e l’11° nel mondo) per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5. Nel 2016 ci sono stati 45.600  decessi in età precoce, con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, la peggiore in Europa”.

Secondo gli autori del rapporto “La salute futura di un’intera generazione è minacciata dai cambiamenti climatici se non saranno raggiunti gli obiettivi dell’accordo di Parigi, in primis limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali“.

Le polveri sottili sono di origine naturale o antropica, ad esempio fuliggine, processi di combustione come i motori a scoppio delle auto, combustione del legno ed altro. La composizione risulta molto varia, poichè dipendono dalla fonte che ha prodotto le polveri e comprendendo metalli pesanti, solfati, nitrati, ammonio, carbonio organico, idrocarburi aromatici policiclici, diossine e furani.

Una delle maggiori fonti di polveri sottili originate dall’uomo, sono i motori a scoppio delle automobili. Per questo, soprattutto d’inverno quando le piogge sono scarse e le temperature basse favoriscono il ristagno dell’aria a livello del suolo, si registrano accumuli eccessivi di polveri sottili che possono durare anche diversi giorni. Le ordinanze con le quali le amministrazioni comunali limitano traffico (per esempio con le targhe alterne o il blocco totale), rappresentano soluzioni immediate per la riduzione delle polveri sottili nell’atmosfera e quindi contribuiscono a ridurre quelle che respiriamo.

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Polveri sottili: gas di scarico automobile

Perchè si muore respirando le polveri sottili?

Il particolato che si disperde nell’aria assorbe gas e vapori tossici. Così quando noi respiriamo l’aria inquinata questa raggiunge le zone più profonde del polmone, trasportando con sè le sostanze nocive dalle particelle PM10 e PM2.5. Esiste una relazione scientifica ormai dimostrata ampiamente tra esposizione acuta a particolato aerodiperso e sintomi respiratori, alterazioni della funzionalità respiratoria, ricoveri in ospedale e mortalità per malattie respiratorie. Inoltre, l’esposizione prolungata nel tempo al particolato, già a partire da basse dosi, è associata all’incremento di mortalità per malattie respiratorie, di patologie quali bronchiti croniche, asma, riduzione della funzionalità respiratoria e di rischio di tumore delle vie respiratorie.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato di mantenere la concentrazione di tale inquinante al livello il più basso possibile, non esistendo un livello soglia al disotto del quale non sono dimostrabili effetti sulla salute.

Consigli pratici?

    • Munire tutte le fonti di riscaldamento di areazione verso l’esterno.
    • Mantenere aperte le porte delle altre stanze quando si utilizzano radiatori portatili privi di scarico.
    • Scegliere stufe a legna di dimensioni adeguate, che soddisfino i requisiti per le emissioni standard; accertare che tutti gli sportelli sulle stufe a legna siano a tenuta stagna.
    • Mantenere i dispositivi di riscaldamento regolarmente controllati, far riparare immediatamente ogni fessura.
    • Mantenere gli ambienti ben ventilati.
    • Usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno quando si cucina.
    • Effettuare regolare controllo e pulizia da parte di personale esperto dei sistemi di riscaldamento (caldaie, canne fumarie, camini, stufe).
    • Non fumare negli ambienti chiusi.

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