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Piccoli borghi civita Bagnoregio

Piccoli borghi: la “prima terapia” per la ripresa economica post-virus

Non è ancora il momento, ma presto ci sarà la necessità di rivolgere lo sguardo al post-virus, quando la pandemia da Covid-19 sarà, si spera prima possibile, in fase calante. La stella polare dovrà essere lo sviluppo sostenibile (e qui c’è un buon motivo per capirlo), che per sua natura è il modello migliore per contrastare la diffusione di patologie sconosciute. Salvaguardando l’anticorpo più importante per il pianeta: la biodiversità.

Prima la salute

Coronavirus grafico

Image by iXimus from Pixabay

Certo, la premessa è d’obbligo: il tragico aggiornamento sugli ammalati e sull’aumento delle vittime del Covid-19 prosegue, diventando un monito per affrontare prima di tutto l’emergenza sanitaria. Quindi al dovere sociale di rispettare le prescrizioni sugli spostamenti personali ridotti al massimo. La priorità resta la tutela della salute. Poi si potrà pensare al resto. Ma ecco, l’elemento principale da individuare è che ci sarà un “post-virus”, per cui bisogna attrezzarsi.

Piccoli borghi, una soluzione economica

Bussana Vecchia

Occorre insomma programmare una strategia per la ripartenza economica, muovendosi in un territorio inesplorato. Perché è evidente: il sistema sociale non aveva vissuto simili shock negli ultimi decenni con lo stravolgimento di consolidate abitudini di vita. Appare banale dirlo, ma la normalità di appena poche settimane fa resterà un miraggio per tanto tempo. Serve pertanto una visione adeguata, rinnovata, per valorizzare le bellezze italiane nella fase di “convivenza con il virus”, come spiegano tutti i maggiori esperti. Un colpo di fantasia, come ha anche spiegato il presidente dell’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro. Perché l’azzeramento dei contagi non significherà la sconfitta definitiva del Coronavirus. 

L’illusione del “liberi tutti” non va coltivata. La ripresa graduale, la “mitigazione” come viene definita (ossia l’attenuazione delle rigide restrizione introdotte), prevede la convivenza con il virus e il compito di arginare eventuali nuovi focolai. Insomma, bisognerà porre ancora molta attenzione al distanziamento sociale, comprese le attività di relax. Proprio per questo uno dei punti di forza deve essere un rilancio a rilento, prevedendo la necessità di valorizzare luoghi più meditativi. Lo scopo sarà quelo di evitare la formazione di assembramenti di persone.

Faraone vecchio

Così è necessario tracciare l’identikit dello sviluppo di turismo all’aperto con la visita dei piccoli borghi italiani (da Brienza alla storia di Bussana Vecchia, ma anche Faraone Vecchio, al Vallone di Mulino abbandonato, su Impakter Italia sono raccolte qui, nella sezione Itinerari, le store di decine di realtà poco note). Un tesoro di piccole ricchezze che può tramutarsi in ossigeno per un turismo diverso, meno massificato, più attento alla salute e all’ambiente. 

Con i piccoli borghi una diversa fruizione turistica

L’iniziativa di Movimento lento (già anticipata da Impakter Italia), con la volontà di puntare ai cammini, va in questa precisa direzione: privilegia una nuova cultura di fruizione turistica, che sembra perfetta per il momento storico che l’Italia (in realtà gran parte del pianeta) sta vivendo. Ripensare il modello economico, soffermandosi su queste bellezze, nell’uso di mezzi di spostamento sostenibili, scoprendo itinerari e percorsi “nascosti”. Con un avvertimento: conservare il senso della misura ed evitare quei sovraffollamenti, che rischiano di essere l’assist migliore per l’aumento dei contagi.

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