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Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: spazio alle rinnovabili

Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, PNRR: c’è tanto spazio per le energie rinnovabili. “Mancano poco meno di sette settimane alla consegna alla Ue, il 30 aprile. Non abbiamo molto tempo, ma il lavoro con gli altri ministeri è fatto a ritmi molto elevati e con molta passione” ha detto il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani il 18 marzo.

Nel Piano c’è molto: economia circolare ed agricoltura sostenibile, idrogeno e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, tutela del territorio e della risorsa idrica. E ci sono le energie rinnovabili. Per il quale l’obiettivo è il 72% entro il 2030 e per il quale, ha detto Cingolani :” E’ necessario potenziare la ricerca e la produzione in Italia di tecnologie per la decarbonizzazione, per non dover dipendere dall’estero in questo settore strategico, e rendere più sostenibile la filiera agroalimentare. I target italiani sono più ambiziosi di quanto sarebbe derivato dalla semplice attuazione della metodologia comunitaria di preassegnazione (soprattutto nel settore dei trasporti)“.

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Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: spazio alle rinnovabili – Il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani @frosinonetoday

Cos’altro bisogna fare

Prima di tutto rendere più forte il PNIEC, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, uno strumento fondamentale che si si struttura in 5 linee d’intervento, che si svilupperanno in maniera integrata: dalla decarbonizzazione all’efficienza e sicurezza energetica, passando attraverso lo sviluppo del mercato interno dell’energia, della ricerca, dell’innovazione e della competitività.

E poi serve il decreto interministeriale per incentivare gli impianti a biogas entrati in esercizio prima del 2007 che non godono di altri incentivi pubblici. La  modifica della disciplina dei controlli e delle sanzioni in materia di incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili di competenza del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Bisogna recepire la direttiva UE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e individuazione delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a energia rinnovabili.

Serve un decreto che definisca gli obiettivi del meccanismo dei certificati bianchi: titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica. Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP).

E’ necessaria una strategia per la riqualificazione del parco immobiliare nazionale (STREPIN). Serve energia rinnovabile per la mobilità sostenibile (trasporti, con la promozione di biocarburanti, biometano e idrogeno).

Serve una mobilità elettrica (tecnologia degli accumuli, filiera nazionale delle batterie, ricerca) ed  infrastrutture di ricarica elettrica per forniture di imprese (finanziate dal decreto semplificazioni).

 

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