Back
Surriscaldamento globale

Il 2020 è l’anno più caldo di sempre

Ancora record di temperature, ancora brutte notizie per il pianeta sempre più in surriscaldamento. Il novembre del 2020 ha fatto segnare ulteriori picchi negativi per il clima. Tanto per rendere l’idea, in Europa è stato il secondo novembre più caldo di sempre, insieme a quello del 2009 e giusto alle spalle del 2015, che è in testa alla graduatoria come il novembre più bollente di sempre.

Quando mancano pochi giorni alla fine del 2020, i dati di C3S (il servizio Copernicus) indicano che quest’anno è attualmente, alla pari con il 2016, l’anno solare più caldo registrato dall’inizio delle rilevazioni. Alle spalle c’è subito il 2019. Questo significa che il trend di surriscaldamento è pressoché costante, anno dopo anno. E l’emergenza climatica è sempre più grave (come racconta Luca Mercalli nell’intervista a Impakter Italia), se non vengono rispettati i parametri degli Accordi di Parigi

Surriscaldamento europeo

Foto di Free-Photos da Pixabay

Il servizio Copernicus ha annotato un altro elemento significativo: in Europa, le temperature medie autunnali sono state più alte di tutti gli autunni scorsi. Mettendo insieme settembre, ottobre e novembre, le temperature del Vecchio Continente sono state di 1,9°C più alte rispetto al periodo di riferimento standard, mentre hanno fatto registrare +0,4°C in confronto al 2006, considerato finora l’autunno più caldo. Lo scorso mese è stato di circa 0,8°C al di sopra del periodo di riferimento standard di 30 anni del 1981-2010. Mentre è stato più caldo di 0,1°C in confronto agli altri novembre più caldi, ossia quelli del 2016 e 2019.

Per quanto riguarda le aree europee colpite dal surriscaldamento, sono state individuate nelle zone settentrionali e orientali del continente. “A livello globale, novembre è stato un mese eccezionalmente caldo rispetto ad altri mesi di novembre, e le temperature nell’Artico e nel nord della Siberia sono rimaste costantemente alte, con la banchisa alla sua seconda estensione più bassa nel mese di novembre”, spiega Carlo Buontempo, direttore di Copernicus Climate Change Service presso Ecmwf. 

Dove c’è stato un maggior aumento delle temperature

Nel dettaglio globale l’incremento delle temperature è localizzato tra l’Europa settentrionale, la Siberia e l’Oceano Artico, con un evidente impatto sui ghiacciai. Altrettanto preoccupante la situazione delle temperature Stati Uniti, Sud America, Africa meridionale, Antartide orientale e Australia. Solo in Asia centrale e Antartide occidentale il trend è stato diverso con temperature un po’ più fredde.

“Questa tendenza – ribadisce Buontempo – è preoccupante ed evidenzia l’importanza di un monitoraggio completo dell’Artico, in quanto si sta riscaldando più velocemente del resto del mondo. Questi dati sono sintomi di un trend di riscaldamento a lungo termine e sottolineano che dobbiamo adottare misure per mitigare il rischio di impattare sul cambiamento climatico e, in ultima analisi, rispettare il limite fissato nell’Accordo di Parigi del 2015 di 1,5°C”. Così non sorprende che l’estensione della banchisa artica sia stata la seconda più bassa registrata nel mese di novembre. I ghiacci, come prevedibile, vengono meno.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup