Back
Pescherecci

Pescherecci sequestrati: 60 anni di inettitudine

Pescherecci sequestrati: quella tra Italia, Libia, Tunisia, Egitto e sporadicamente qualche altro paese che affaccia sul Mediterraneo è una storia che va avanti da 60 anni. Daniela L, Giulia PG, Madonnina, Principessa Prima, Anna Madre, Twenty Three, Tewnty Four, Afrodite Pesca e Matteo Marranino: sono nomi di pescherecci di Mazara del Vallo, un tempo considerata la capitale della pesca italiana nelle acque meridionali davanti alle coste africane, che dal 2012 ad oggi sono stati oggetto di sequestro da parte delle autorità dei paesi del nord Africa su citati. Una serie di episodi di forza da parte della Libia, ma non solo,  che sii inserisce nella storia non sempre lineare dei rapporti tra l’Italia ed il paese africano.

Quasi sempre, come qualche giorno fa, il caso si è risolto con la liberazione degli ostaggi, il pagamento di una multa/riscatto piuttosto salata da parte del nostro governo ma anche con la perdita di prestigio e autorevolezza.

Ha dichiarato l’amiraglio Giuseppe De Giorgi, che è stato  capo di Stato Maggiore della Marina Italiana dal 2013 al 2015, l’ammiraglio ha detto con estrema chiarezzao: “Il rapimento degli equipaggi dei due motopescherecci era la punizione di Haftar al ministro Di Maio e all’Italia, colpevoli di trascurarlo dopo la sua sconfitta per mano turca nell’assedio di Tripoli e la sua rotta disordinata in Cirenaica. L’Italia dopo aver abbandonato Al Serraji nel momento del bisogno aveva tentato di salire sul carro di Haftar quando questi sembrava vincente, per poi tentare di recuperare il rapporto con Al Serraji quando Haftar sembrava un cavallo azzoppato. Questo pendolare inconcludente fra le due Libie ha continuato a demolire la credibilità e il pur minimo prestigio residuo del nostro Paese a livello internazionale, lasciandoci sostanzialmente alla deriva. Per ristabilire la nostra posizione a livello internazionale servirebbero una strategia di ampio respiro e anni d’impegno in politica estera

pescherecci

Pescherecci sequestrati: 60 anni di misteri – CC0, public domain, royalty free

Il monito dell’Ammiraglio De Giorgi

L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi ha preseguito: “E’ tempo che le nostre navi tornino a presidiare il Mediterraneo  in numero adeguato e con regole d’ingaggio che consentano loro di essere efficaci. La difesa della flotta mercantile e di quella peschereccia è uno dei compiti istituzionali della Marina militare. Proteggere i nostri cittadini è un dovere”.

Tornare a presidiare il Mediterraneo e difendere i cittadini italiani, in questo caso i pescatori: era già successo ed è per questo che l’ammiraglio ha richiamato il governo a questo compito. Dirottato, in seguito ad un accordo con la Libia per cercare di controllare il flusso dei migranti. Alla fine del 2017 quando tra ottobre e novembre, tre imbarcazioni italiane, Twnty Three, Twenty Four ed Anna Madre avevano subito tentativi di sequestro da parte della Libia- le prime due- e della Tunisia, la seconda. In realtà l’Anna Madre “sorpreso a pescare in zone interdette” secondo la versione della Tunisia, fu realmente portato nel porto di Sfax dai militari tunisini che avevano rinchiuso il comandante in una cabina. Il valore del rilascio fu fissato in circa 70 mila euro ed il pescato a bordo del peschereccio (circa 40 mila euro tra gamberi e pesce misto) trattenuto dalle autorità locali.  Il fatto si risolse dopo un mese ed il governo italiano decise di inviare una nave a difesa dei pescatori italiani che lavoravano in quelle acque.

peschrecci

Pescherecci sequestrati: 60 anni di misteri – CC0, public domain, royalty free

La questione delle acque internazionali

La Convenzione di Montego Bay del dicembre del 1982 – entrata in vigore nel 1994 – ha stabilito un regime giuridico sulle questioni del  mare territoriale e la zona contigua, sull’alto mare, sulla piattaforma continentale e sulla pesca. Il mare territoriale è definito come la striscia di mare adiacente le coste dello Stato, comprese le baie e i golfi. Le isole hanno un proprio mare territoriale. Il limite massimo di estensione (o limite esterno) del mare territoriale è di 12 miglia marine. Alcuni Stati però e tra questi la Libia, intendono questo limite fino alle 200 miglia marine, limite che sancisce la zona economica esclusiva: su questa zona lo Stato che la proclama ha diritti di esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse ittiche; ha giurisdizione in materia di installazione e utilizzazione di isole artificiali, impianti e strutture, ma anche in tema di ricerca scientifica marina e protezione dell’ambiente, e può adottare leggi e regolamenti in molteplici settori (come il rilascio di licenze di pesca e per la determinazione delle specie e delle stagioni di pesca).

Ed è sempre sull’interpretazione di queste distanza che Libia, Tunisia, Egitto e gli altri paesi giocano quando se la prendono con i nostri pescherecci.

E’ del tutto evidente che sta alla politica affrontare e risolvere queste situazioni ben prima che si verifichino. Facendo accordi e facendoli rispettare a tutte le parti in causa. Una politica estera ondivaga e incerta come quella italiana, alle volte addirittura inesistente o balbettante lascerà ampi margini di spazio a chi pensa, per storia e mentalità, che sia vincente la politica dei fatti compiuti. Ed allora avremmo pescherecci sequestrati, equipaggi messi in prigione e maltrattati, o addirittura casi efferati come l’omicidio di Giulio Regeni. Chiamare in ballo l’Europa è giusto ma prima di tutta sta al nostro paese e alla nostra politica assumere posizioni chiare e di grande fermezza. Fare il Ministro degli Esteri non è una carica onorifica ma l’assunzione di grandi responsabilità. Ma da noi non accade più da tempo.

 

 

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup