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Per il caldo in Nuova Zelanda muoiono migliaia di cozze

Cozze bollite a centinaia di migliaia sulle coste settentrionali della Nuova Zelanda. Nella zona della spiaggia di Maunanui Bluff in particolare. La scoperta è di questi giorni ed ha subito assunto un rilievo particolare. Anche perchè per adesso questi fenomeni accadono lontano da noi, ma se continuiamo così prima o poi arriveranno anche da questa parte del mondo.

Questi mitili che di solito si trovavano aggrappati alle rocce che ricoprivano il suolo mentre venivano cotte a morte dall’innalzamento della temperatura anche delle acque del mare. Gli esperti hanno detto che questa tendenza continuerà a causa del cambiamento climatico. Il dottor Andrew Jeffs, uno scienziato marino dell’Università di Auckland, ha detto che le morti di massa sono state causate dalle basse maree a metà giornata combinate con “un eccezionale periodo di caldo“.

WEd il professor Chris Battershill, un ecologo marino dell’Università di Waikato, ha detto che “Negli ultimi anni ci sono state simili morti che hanno coinvolto vongole e vongole tuatua. I denominatori comuni sembrano essere condizioni molto calde con molta luce solare e acque insolitamente calme per un periodo prolungato . Questo porta a una combinazione di stress da calore e di animali che rimangono senza ossigeno perché l’acqua è così calma. Alla fine soccombono… sono effettivamente cotti vivi“.

Questa moria sarebbe accaduta durante il periodo degli incendi che hanno devastato l’Australia che si trova a nord-est della Nuova Zelanda. Il cui territorio settentrionale ha dovuto fare i conti con un periodo di siccità straordinario : più di 40 giorni senza una goccia di pioggia. Addirittura sono state organizzate raccolte di acqua per riempire i bacini completamente a secco. Le cozze trovate morte dal caldo nel vero senso della parola si trovano nelle coste più nordiche dell’isola dove il clima è più mite quindi sono una specieadatta al caldo, che si nutre di fitoplancton. Inoltre sono molto importanti per l’economia neozelandese:vengono allevate in acquacultura, ne vengono prodotte 140 mila tonnellate all’anno per un valore di 150 milioni di euro. perchè sono utilizzate in medicina in quanto l’estratto è anti infiammatorio per forme reumatiche, artrosi, osteoporosi, usura delle articolazioni.

Tutto questo porta al rapporto Our marine environment preparato dal Governo neozelandese, che indica come in 37 anni ( il periodo tra il 1981 ed il 2018) le temperature della superficie di tutte le regioni oceaniche che circondano la Nuova Zelanda, –  Oceano Indiano, Pacifico e Antartico –  hanno subito un aumento di 0,2 gradi ogni dieci anni. Molte specie animali sono state costrette a migrare, e quelle che non possono averlo fatto hanno difficoltà a sopravvivere. Il 22 per cento dei mammiferi marini, il 90 per cento degli uccelli e l’80 per cento di quelli che abitano sulle spiagge sono a rischio di estinzione.

Le acque interessate dal rapporto sono fondamentali per l’equilibrio climatico della Terra, perchè assorbono  anidride carbonica in quantità molto superiore alle foreste. Il riscaldamento fa perdere queste caratteristiche, le rende acide, le fa espandere e causa l’innalzamento del livello.