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Per chi non crede all’inquinamento dell’aria

Per chi non crede nell’inquinamento dell’aria  sulla newsletter del New York Times a firma del curatore della stessa, David Leonhardt:      ecco il testo e a seguire un intervento di Antonio Lubrano

L’aria che respiriamo
Durante una breve passeggiata nel suo quartiere di Los Angeles, pochi giorni fa, la mia collega Jill Cowan ha potuto sentire l’odore e il fumo che le era entrato in gola. A Estacada, Oregon, a sud-est di Portland, Lisa Jones ha detto al Washington Post che respirare l’aria le sembrava “come infilarsi in una stanzetta con 12 persone intorno a lei che fumvano sigarette”. Una sua amica, Deborah Stratton, ha aggiunto: “Ti brucia il petto”.

Gli effetti peggiori degli incendi sono quelli diretti: le morti, la perdita di case e la distruzione dell’habitat naturale. Ma gli effetti secondari dell’inquinamento – dovuti al fumo che intasa l’aria – non sono da meno.

Le città più inquinate del mondo sono tipicamente asiatiche, come Delhi, Pechino, Lahore e Dhaka. Negli ultimi giorni, però, Portland, ha avuto una qualità dell’aria significativamente peggiore di qualsiasi altra città del mondo. L’aria a Los Angeles, San Francisco e Seattle non è stata così male, ma è stata comunque peggiore che in qualsiasi altro posto al di fuori degli Stati Uniti.

L’esposizione a lungo termine alle minuscole particelle presenti nell’aria inquinata aumenta il rischio di asma, disturbi polmonari, infarti e ictus. Ma anche l’esposizione a breve termine può portare a più problemi respiratori, come ha detto Yifang Zhu, professore alla U.C.L.A. Fielding School of Public Health, al mio collega Sanam Yar. E gli incendi di quest’anno – alcuni dei quali sono già in corso da circa un mese – potrebbero bruciare per alcune altre settimane. La stagione degli incendi in California ha ancora quattro mesi di vita.

“Due mesi di questo tipo di qualità dell’aria avranno davvero un impatto sulle persone”, ha detto Pawan Gupta, uno scienziato ricercatore della NASA Universities Space Research Association.

L’inquinamento dell’aria è ormai così drammaticamente presente nella nostra quotidianità che la politica non può rimandare alcune scelte perchè le cifre dei danni sono in aumento esponenziale e fuori controllo.Da una parte all’altra dell’Oceano Atlantico ecco che un anno fa, Antonio Lubrano in una delle sue video opinioni si chiedeva proprio la stessa cosa. E non ‘c’erano incendi di mezzo…

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