Back
Chiara Gribaudo

Parità salariale, una legge rivoluzionaria: intervista a Gribaudo

Una rivoluzione che sarà percepita nel tempo. Alla Camera è stata approvata, all’unanimità, la legge sulla parità salariale, che punta a contrastare il gender gap sui luoghi di lavoro. Eppure se ne parla poco. La prima firmataria della proposta, la deputata del Pd Chiara Gribaudo, racconta a Impakter Italia questa piccola grande rivoluzione. Lanciando lo sguardo oltre: “Ci sono giganteschi problemi culturali”.

Cosa cambia con la legge sulla parità salariale?
Finalmente avremo a disposizione i dati i dati sui salari, il reclutamento, le posizioni e le opportunità di carriera. Oggi facciamo fatica ad averli. E quei pochi che abbiamo ci ricordano che la disparità di salario, a parità di mansione, raggiunge il 20 per cento per le donne. Con la nuova legge la compilazione del report diventerà obbligatoria per le aziende con più di 50 dipendenti e sarà volontaria per le imprese con meno di 50 dipendenti.

Per quale motivo c’è questa differenza?
Vogliamo creare le condizioni di una cultura vantaggiosa sulle donne in azienda. Verrà rilasciato un certificato di parità, vidimato dal Ministero del lavoro e dal Ministero delle pari opportunità, che tiene conto di tutti gli elementi da valutare. Questa certificazione dà l’opportunità di ottenere uno sgravio contributivo previdenziale. Lo sgravio raggiunge fino a 50mila euro all’anno. Basti pensare all’impatto positivo che avrà per le società più piccole. Inoltre, con questa novità ci parifichiamo alla Francia e andiamo avanti alla Germania. 

Un passo in avanti sufficiente?
La legge risponde a un principio di trasparenza, come è stato richiesto dall’Europa. Da 2006 c’era una legge che indicava la necessità di predisporre il report. Ma non sappiamo quali aziende lo abbiano predisposto e in alcuni casi i dati sono fermi proprio al 2006, quando è entrata in vigore la legge. Adesso, con la legge sulla parità salariale, sempre rispetto della privacy,  si potrà conoscere chi redige il rapporto e chi non lo fa. Ed è un incentivo alle aziende a provvedere, perché riguarda anche una questione reputazionale. In questo contesto si rafforza il ruolo della figura del consigliere di parità: avrà l’accesso diretto ai dati e la presentazione di un rapporto biennale al Parlamento

E se qualcuno ignora la legge?
C’è una parte sanzionatoria, che va dai mille ai cinqumila euro per rapporto falso o incompleto. Ovviamente chi non rispetta la norma deve restituire gli eventuali benefici fiscali ottenuti. I controlli verrano fatti dall’Ispettorato nazionale del lavoro, a cui verrà attribuita una responsabilità in più.

Per i posti apicali cambia qualcosa?
Viene indicata una quota fissa di donne presenti nei Consiglio di amministrazione della società pubbliche. Viene insomma estesa alle partecipate la disciplina già prevista per le imprese private dalla Legge Golfo-Mosca, con due quinti del Cda al genere meno rappresentato.

Chiara Gribaudo con il segretario Letta

Chiara Gribaudo con il segretario Letta

Alla Camera c’è stato un passaggio sicuramente importante. Eppure la rilevanza mediatica non è sembrata adeguata…
Abbiamo avuto un voto importante e significativo, anche all’unanimità. Ed è significativo che non venga raccontato nel Paese. Questo conferma che ci sono grandi scogli culturali, viviamo in una società profondamente patriarcale. C’è un pezzo di Paese che pensa che la donna debba stare a casa e accudire i figli. Non mi stupisce che i giornali e le tv diano poco risalto al percorso intrapreso. Ed è un errore, perché esiste una questione economica: come dice la Banca d’Italia, se si raggiungesse il 70% di occupazione femminile, il nostro Paese avrebbe 7 punti in più di Pil all’anno. Siamo il 51% della popolazione, ma solo il 48% di noi lavora. L’importanza di questo provvedimento verrà percepito nel tempo.

La pandemia ha messo in evidenza ulteriori disparità. Lo smart working rischia di diventare uno strumento adeguato solo alle donne…
Il rischio è molto concreto. Quello strumento, nel nostro Paese, può dare un carico di doppio lavoro. Per questo è importante che ci sia chiarezza sul fatto che lo smart working non è uno strumento di conciliazione vita-lavoro e per questo deve essere normato. Deve essere limitato.

Il contrasto al gap salariale è fondamentale, ma in quale direzione bisogna andare per raggiungere una effettiva parità di genere?
Molto passa dal lavoro. L’autonomia dà alle donne la possibilità di avere una vita dignitosa senza dover dipendere dal proprio compagno. Talvolta questa autonomia sembra spaventare. Le leggi, in realtà, ci sono: va migliorata l’attenzione. Abbiamo un problema giganteschi di cultura con l’abbondanza di stereotipi. Servono elementi di conoscenza, a partire dai libri di testa che rappresentano le donne che vanno a fare la spesa e l’uomo va a lavorare.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup