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Parità di genere, una miniera di miliardi sprecata

Nessun Paese ha raggiunto la parità di genere. L’ennesima conferma arriva dalla presidente dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, María Fernanda Espinosa. Uno dei 17 Sdgs è quindi molto lontano dalla sua realizzazione e i dati indicano problemi seri. Solo nel 60% dei casi si offre alle donne un accesso paritario ai servizi finanziari, la percentuale scende al 40% per quanto riguarda la proprietà dei terreni. E nelle aree rurali la situazione peggiora drammaticamente. Eppure il perseguimento di queste politiche produce effetti molto importanti: è stato rilevato che la mortalità infantile diminuisce del 10% laddove ci sono livelli di istruzione più alti per le donne. Insomma, un impegno che coinvolge vari aspetti. Per quanto riguarda l’impatto economico, è difficile formulare delle stime esatte. Nel corso dell’evento “L’uguaglianza di genere e la leadership femminile per un mondo sostenibile”, è però emerso che una maggiore leadership delle donne potrebbe sbloccare miliardi di dollari.

María Fernanda Espinosa

Istituzioni senza parità di genere

“Dai consigli di amministrazione ai Parlamenti, dai vertici militari ai tavoli di pace e, ovviamente, alle stesse Nazioni Unite, un numero sempre maggiore di donne che prendono decisioni significa soluzioni più inclusive che vanno a beneficio di tutti”, ha sottolineata la vice segretaria generale delle Nazioni Unite, Amina Mohammed. Espinosa, invece, ha posto l’accento sulla necessità di un impegno profondo verso l’emancipazione: “Oggi ci troviamo con un bisogno urgente di una rinnovata leadership, lavoro di partenariato e di mobilitazione”. Del resto “non è un segreto che alcuni degli obiettivi Sdgs relativi ai diritti delle donne sono stati oggetto di difficili negoziati e il panorama è diventato più difficile anche da allora”, ha spiegato ancora Espinosa.

Nuove leve contro il gender gap

Il prossimo anno ci sarà un passaggio atteso: la ricorrenza del 25esimo anniversario della Piattaforma di Pechino, approvato dalla Conferenza mondiale sulle donne che si svolse nella capitale della Cina. Uno dei punti principali della battaglia è ora il coinvolgimento delle nuove generazioni: attraverso i giovani, in uno sforzo intergenerazionale, si punta a migliorare la condizione delle donne per il pieno raggiungimento della parità di genere entro il 2030. Perché, come ha voluto ribadire ancora Espinosa, questo risultato sarebbe la “formula magica” per lo sviluppo sostenibile. Una magia su cui si sta orientando il lavoro di varie Istituzioni. Serve, ora, la mano tesa della gran parte dei governi. E non per una semplice battaglia di principio (che avrebbe comunque un prezioso valore), bensì per un traguardo che potrebbe fare da volano ai Paesi che abbattono il gender gap.

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