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Overshoot day: da oggi siamo in debito con la Terra

I mesi di lockdown hanno consentito alla Terra di respirare, giusto un po’. Ma non sono riusciti a salvarla dal saccheggio umano delle risorse. Da oggi quelle risorse che usiamo sul pianeta sono un di più, un debito che gli umani non possono pagare. Accumulandolo ai debiti passati. Ieri è infatti scattato l’Overshoot day 2020: l’ultimo giorno di impiego “regolare” di quanto la Terra mette a disposizione. Un dato che non sorprende, comunque: gli esseri umani sfruttano il 60% in più di quel che potrebbero (e dovrebbero) usare. Certo, a vederla in un’ottica positiva, il giorno è caduto in ritardo rispetto agli anni precedenti (nel 2019 è arrivato il 29 luglio) e anche in confronto alle stime fatte.

I dati sulla capacità delle bioriserve e dei deficit (Fonte: Footprint global network)

Tutto bene, quindi? Non proprio. Questo risultato, come emerso, non è merito delle politiche internazionali o di una rivoluzione in materia di sviluppo sostenibile. La chiusura delle attività, imposte in molti Paesi nel mondo, per l’epidemia di Coronavirus ha rallentato lo sfruttamento delle risorse. “La diminuzione della raccolta di legna e delle emissioni di CO2, legata all’uso di combustibili fossili, sono i principali fattori alla base del cambiamento storico nella crescita a lungo termine dell’Impronta ecologica dell’umanità”, rileva il Footprint global network, l’organizzazione che studia le modalità per utilizzare energie rinnovabili e contrastare il cambiamento climatico.

Overshoot day: il paradosso della pandemia

Lo storico degli Overshoot day (fonte: Footprint global network)

Il paradosso della pandemia di Covid-19 è quindi che ha mostrato la possibilità di una riconversione più rapida rispetto a quanto si immagina. “Quest’anno più che mai, l’Earth Overshoot Day offre un’opportunità senza precedenti per riflettere sul futuro che vogliamo. Gli sforzi per rispondere a Covid-19 hanno dimostrato che è possibile spostare le tendenze del consumo di risorse ecologiche in un breve lasso di tempo”, sottolineano dal Footprint global network.

“I governi – sottolineano ancora gli esperti – sono in grado di agire rapidamente, sia in termini di regolamenti che di spesa, quando mettono le vite umane al di sopra di ogni altra cosa. Le aziende, compreso il nostro partner Schneider Electric, e le persone possono allinearsi e collaborare efficacemente per il perseguimento di un obiettivo condiviso”.

L’arma contro l’Overshoot day

Ma come fare per marciare compatti verso la riduzione dello sfruttamento delle risorse. La risposta è nello sviluppo sostenibile. E la declinazione, da un punto di vista del modello economico, deve avvenire su vari ambiti: la produzione e il consumo di cibo, il miglioramento delle nostre città con la riconversione in smart city, la salvaguardia dell’equilibrio della natura e della tutela della biodiversità.

Paesi classificati per biocapacità Overshoot day

Paesi classificati per biocapacità

Inoltre ci sono, ovviamente, la rivoluzione verde con l’impiego di energie rinnovabili, al posto dei combustibili fossili (ecco un cattivo esempio proveniente dagli Usa) e un’attenzione ai diritti delle persone, cominciando alla garanzia di un reddito adeguato (che richiama il dovere prima di tutto morale di combattere la povertà). Così, tornando alla lezione impartita dal Covid-19, il Footprint global network ha ribadito: “Abbiamo assistito a ciò che è possibile quando l’umanità si riunisce per perseguire un risultato condiviso. Quale risultato condiviso potrebbe essere più importante del nostro successo a lungo termine sul nostro pianeta finito?”. Insomma, un pianeta non più saccheggiato è possibile. Basta volerlo davvero.

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