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Oslo, la capitale verde d’Europa

Erik ha 26 anni e lavora come fornaio a Oslo. Si dirige verso il grande parcheggio trasformato in piazza dove incontrerà amici e amiche. Astrid userà i vecchi distributori automatici di biglietti per il parcheggio convertiti in altoparlanti WIFI, dove chi vuole ballare può suonare la sua musica preferita. L’iniziativa “vita cittadina senza auto” (Bilfritt byliv) comprende molte di queste innovazioni originali, che hanno giustamente aiutato Oslo a diventare la capitale verde d’Europa nel 2019.

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Ma una città deve prima guadagnarsi questo titolo, che è una sfida importante visto il forte aumento della popolazione urbana e il conseguente aumento delle emissioni di co2. E soprattutto richiede molta creatività e originalità. I paesi del nord Europa ci possono fornire molti motivi d’ ispirazione. Da anni ormai,  Copenaghen,  Stoccolma e ora la capitale norvegese occupano i primi posti nella classifica europea delle città più ecologiche d’Europa. Ma cosa significa esattamente questo, e perché dovrebbe interessarci?

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Il background istituzionale a livello globale è lo SDG 11 delle Nazioni Unite: l’obiettivo delle città e dei comuni sostenibili. Il motivo per cui si dovrebbe prestare maggiore attenzione a questo aspetto è dimostrato da alcuni dati: già oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città, con una tendenza al rialzo. Si stima che 6,5 miliardi e mezzo di persone vivranno nelle aree urbane nel 2050. Le città occupano solo il 3% della superficie terrestre, ma sono responsabili del 60% del consumo energetico globale e del 70% delle emissioni di co2.

Qui, in Europa, la percentuale della popolazione urbana è addirittura superiore al dato globale; due terzi vivono nelle città. Con la Carta di Aalborg del 1994, gli europei hanno compiuto il primo passo istituzionale verso la sostenibilità urbana più di dieci anni prima degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. La Carta è il risultato della Conferenza europea sulle città sostenibili tenutasi nell’omonima città danese. È stata la pietra angolare per lo sviluppo verso una maggiore sostenibilità dello spazio urbano e l’insieme di regole per numerosi movimenti e iniziative a livello internazionale e locale. Tra queste vi è la Sustainable Cities Platform, una piattaforma che registra le buone pratiche concrete che servono da ispirazione per altre comunità e città.

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Ad oggi sono i paesi scandinavi ad aver superato tutti con creatività e sperimentazione  nella trasformazione ecologica dello spazio urbano. Viaggiamo a Oslo per lasciarci contagiare dalla sua creatività urbana.

La capitale norvegese si era posta l’obiettivo di diventare la città più sostenibile del mondo. La Norvegia nel suo complesso mira a ridurre le emissioni del 95% entro il 2030, rendendola praticamente “carbon neutral”. Questo fa del paese un pioniere in Europa, poiché la maggior parte degli altri paesi europei punta, semmai, alla neutralità climatica entro il 2050. L’ambizioso obiettivo si manifesta in una vasta gamma di iniziative, dai piccoli progetti alle misure di ampio respiro a livello politico ed economico. Nel 2017 il governo di Oslo ha introdotto il bilancio climatico, uno strumento che conta il carbonio come il denaro. Mostra alle autorità locali e alle aziende private dove è necessario ridurre le emissioni.

Perspektiv mot Felleshus og felleshage lowres

Il concetto di mobilità di Oslo gioca un ruolo centrale. Poiché i trasporti sono la principale fonte di emissioni, questo settore in particolare è soggetto a notevoli sforzi. Con il maggior numero di veicoli elettrici pro capite al mondo, Oslo dichiara di essere la “capitale mondiale dei veicoli elettrici”.

 

La cosa ammirevole di Oslo è soprattutto la sua illimitata intraprendenza. Ad esempio, quando doveva essere sviluppato il distretto Tjuvholmen situato in una penisola, i piani includevano scogliere sottomarine artificiali per il ricovero di pesci e crostacei. In un altro quartiere, Sørenga, il ponte, un tempo affollato, è stato trasformato in un belvedere e in un’area ricreativa nell’ambito dell’iniziativa Bilfritt byliv. Inoltre, Oslo ha concesso terreni in città, dove gli agricoltori coltivano orti e alberi da frutto, e un quartiere, il distretto agricolo (Landbrukskvartalet), è pieno di progetti sostenibili che combinano la protezione dell’ambiente con la cultura, l’arte e la tecnologia. Oslo è ricca di idee verdi che dimostrano l’importanza di portare la creatività nell’economia e nella politica. È tempo che noi del Sud ci lasciamo contagiare da queste innovazioni e rendiamo anche le nostre aree urbane più sostenibili, più verdi e di conseguenza più vivibili.

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