Back
fame e guerre

ONU: una task force contro fame e conflitti

Ho deciso di istituire una task force di alto livello per prevenire la carestia, combattere la fame ed i coflitti, guidata dal mio sottosegretario generale per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza, Mark Lowcock”. La decisione è del Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres che giovedì 11 marzo ha fatto il punto sulla situazione della fame nel mondo legata in modo specifico alle zone dove esistono conflitti armati.

L’idea alla base di questa decisione così importante è questa: se le persone non hanno accesso al cibo, i conflitti trovano terreno per alimentarsi e in un circolo chiuso e vizioso, i conflitti alimentano la fame e la carestia e via dicendo.

La fame e la povertà vanno di pari passo con l’ineguaglianza, gli shock climatici, le tensioni etniche e settarie, le rivendicazioni che a loro volta accendono conflitti e li fanno prosperare. Le guerre costringono  le persone  a lasciare le loro case, la terra e il lavoro; impediscono di praticare l’agricoltura e il commercio; riducono l’accesso a risorse vitali come l’acqua e l’elettricità. In una parola:fame.

La decisione del Segretario Generale fa rumore perchè due anni fa ella relazione sullo stato della fame nel mondo, la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per il Cibo e l’Agricoltura aveva stilato un rapporto nel quale le condizioni erano già ad un livello oltre la soglia accettabile.

fame e guerre

ONU: la squadra speciale contro fame e guerre – @.piqsels.com

La situazione della fame

Alla luce del discorso di Guterres l’obiettivo numero 2 dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile “Obiettivo fame zero” sembra davvero molto complicato dall’essere raggiunto.

Alla fine del 2020, più di 88 milioni di persone soffrivano di fame acuta a causa di conflitti e instabilità – un aumento del 20% in un anno. Le proiezioni per il 2021 indicano una continuazione di questa tendenza spaventosa. Devo avvertire il Consiglio che ci troviamo di fronte a molteplici carestie causate da conflitti in tutto il mondo. Gli shock climatici e la pandemia COVID-19 stanno aggiungendo carburante alle fiamme. Le proiezioni mostrano che la crisi della fame si sta aggravando e diffondendo nel Sahel e nel Corno d’Africa, e sta accelerando nel Sud Sudan, nello Yemen e in Afghanistan. Ci sono più di 30 milioni di persone in più di tre dozzine di paesi, ad un passo da una dichiarazione di carestia.

Sono profondamente preoccupato per la situazione nel Tigray, in Etiopia, dove la stagione del raccolto è stata interrotta dall’insicurezza e dalla violenza, e centinaia di migliaia di persone potrebbero soffrire la fame. Parti dello Yemen, del Sud Sudan e del Burkina Faso sono in preda alla carestia o a condizioni simili alla carestia. Più di 150.000 persone rischiano di morire di fame.  Nello Yemen, cinque anni di conflitto hanno fatto sfollare 4 milioni di persone in tutto il paese. Molti yemeniti stanno affrontando una condanna a morte perché la fame diffusa colpisce la loro nazione. l Sud Sudan sta affrontando i più alti livelli di insicurezza alimentare da quando il paese ha dichiarato l’indipendenza dieci anni fa. Il sessanta per cento della popolazione è sempre più affamata. La Repubblica Democratica del Congo ha vissuto l’anno scorso la più grande crisi alimentare del mondo, con quasi 21,8 milioni di persone che hanno dovuto affrontare la fame acuta tra luglio e dicembre”. 

Non bastasse le previsioni illustrano una situazione per la quale la metà di tutti i bambini sotto i cinque anni – 2,3 milioni – dovrà affrontare la malnutrizione acuta nel 2021 e circa 16 milioni di persone affronteranno l’insicurezza alimentare. Ed ancora : donne e le ragazze affrontano un doppio rischio perchè hanno maggiori probabilità di essere costrette a lasciare le loro case a causa di un conflitto e sono più vulnerabili alla malnutrizione, in particolare quando sono incinte o allattano. Le ragazze che hanno fame sono più a rischio di traffico, matrimonio forzato e altri abusi.

Su tutto c’è la questione del costo del cibo,  che dice Gueterres:” I prezzi del cibo sono così alti che un solo piatto di riso e fagioli costa più del 180 per cento del salario medio giornaliero – l’equivalente di circa 400 dollari qui a New York”.

fame e guerre

ONU: la squadra speciale contro fame e guerre – @.piqsels.com

La squadra speciale di Guterres

La task force includerà rappresentanti del Programma alimentare mondiale e dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura. L’obiettivo sarà quello di un’attenzione coordinata e di alto livello alla prevenzione delle carestie e mobiliterà il sostegno ai paesi più colpiti.

Il Sottosegretario Generale Lowcock potrà chiedere il supporto di altri membri del Comitato Permanente dell’InterAgenzia, se necessario, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UNHCR, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, l’UNFPA (il Fondo delle’ONU per le popolazioni in crisi) e UN Women. Il gruppo coopererà con le organizzazioni non governative che sono i nostri partner vitali nel nutrire gli affamati in tutto il mondo.

Lavorerà anche con le istituzioni finanziarie internazionali e con altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite, compreso il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo.

“La nostra preoccupazione più seria deve essere quella degli oltre 34 milioni di persone che già affrontano livelli di emergenza di insicurezza alimentare acuta”. 

Il PAM (Programma alimentare mondiale) e la FAO hanno fatto appello alla mobilitazione d’emergenza di 5,5 miliardi di dollari in risorse straordinarie, per evitare la catastrofe per questi 34 milioni di donne, uomini, ragazze e ragazzi. Risorse che sono necessarie per un pacchetto completo di aiuti salvavita, compresa la distribuzione di cibo, contanti e buoni; sostegno mirato all’agricoltura e cure mediche per le persone che già soffrono di malnutrizione acuta.

Una raccomandazione forte del Segretario Generale dell’Onu è che in conformità con la risoluzione 2417 del Consiglio di sicurezza dell’ONU sostenuta dal diritto umanitario internazionale, i beni e le forniture che sono essenziali per la sopravvivenza dei civili – tra cui cibo, raccolti e bestiame – devono essere protetti: l’accesso umanitario non deve essere ostacolato, e la fame dei civili come metodo di guerra è proibita.

“Purtroppo, abbiamo molti esempi recenti dell’uso della fame come tattica di guerra. Il conflitto in Siria ha sottoposto milioni di civili a condizioni estreme, in alcuni casi fino alla fame. La carestia è stata dichiarata in alcune aree del Sud Sudan nel 2017, quando alla gente è stato sistematicamente negato l’accesso all’assistenza umanitaria.  E in Myanmar, ci sono prove che l’inedia, attraverso la distruzione di terreni agricoli e villaggi insieme a restrizioni di movimento, è stata usata contro i Rohingya. L’uso intenzionale della fame dei civili come metodo di guerra è un crimine di guerra”.

 

 

 

 

 

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup