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Onu denuncia Maduro

Onu denuncia Maduro: “torture contro i dissendenti”

Onu denuncia Maduro. Il dittatore e le sue forze di sicurezza avrebbero trattato i dissidenti con scosse elettriche e altre atroci forme di tortura. Ecco quello che dice il rapporto di Michelle Bachelet (foto), Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Le torture denunciate dall’ONU

“Donne e uomini sono stati sottoposti a una o più forme di tortura inumana e degradante, tra cui scosse elettriche, soffocamento con borse di plastica, water boarding, percosse, violenza sessuale, privazione di acqua e di cibo, posizioni di stress ed esposizione a temperature estreme”. E poi, “le forze di sicurezza e i servizi di intelligence ricorrono abitualmente a tali pratiche per estrarre informazioni e confessioni, intimidire e punire i detenuti”. Questa è quanto si legge nel duro rapporto stilato da Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), riguardo alle violazioni dei diritti umani che il regime di Maduro ha riservato ai dissidenti.

La testimonianza diretta di Michele Bachelet

Michelle Bachelet è reduce da una recente missione di tre giorni nel paese sudamericano. In tale occasione ha avuto modo di constatare come le forze di sicurezza di Maduro abbiano commesso una serie di “gravi violazioni” contro i dissidenti venezuelani. Assieme alla denuncia intima a Maduro di sciogliere immediatamente quella che definisce una famigerata forza speciale che avrebbe compiuto numerosi omicidi politici. In effetti, le stesse autorità venezuelane hanno riferito di 5.287 uccisioni avvenute nel 2018 durante le operazioni di sicurezza e poi classificate come casi di “resistenza all’autorità”. A queste andrebbero aggiunte altri 1.569 uccisioni dall’inizio dell’anno fino al 19 maggio.

Il FAES: “professionisti” della morte?

Nel rapporto si parla anche del FAES, un’unità della polizia venezuelana sospettata di essere incaricata di affiancare le milizie nell’opera di sottomissione violenta del dissenso nei distretti più poveri del Paese. Una sorta di soldataglia impegnata nella caccia all’uomo. Il team di Bachelet ha intervistato i parenti di 20 giovani uccisi dal FAES tra il giugno 2018 e l’aprile di quest’anno. Questi avrebbero descritto dettagliatamente il modus operandi del FAES. In pratica, uomini in passamontagna e armati pesantemente avrebbero preso d’assalto le case e avrebbero separato i loro “bersagli umani” dalle famiglie prima di sparargli. “Quasi tutte le vittime avevano uno o più colpi al petto”, si legge nel rapporto.

Mauro Pasquini

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