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Obiettivo zero rifiuti: una giornata con Sara Mancabelli

Se ogni italiano si impegnasse a produrre 50 grammi di rifiuti all’anno invece di 500 chili sarebbe un grandissimo passo avanti verso uno sviluppo sostenibile del nostro Paese. E si può fare.”Parole di Sara Mancabelli, 28 anni dal Trentino Alto Adige ma ormai romana d’adozione, una delle 13 autrici di Rete ZeroWaste.

Utopia? Possibile? “ La perfezione – dice Sara – non è di questo mondo, ma andarci vicino è praticabile ed è giusto“. Come? Impakter Italia ha provato a capirlo seguendo Sara in una sua giornata tipo alla ricerca della produzione di quanti meno rifiuti possibile.

Obiettivo Zero Rifiuti: Sara Mancabelli spesa alla spina

Perché con lei si torna ad un ragionamento che da queste pagine abbiamo affrontato molte volte: i piccoli gesti quotidiani che messi insieme alla fine di ogni giorno, di ogni settimana, di ogni mese e moltiplicati per tante singole persone possono prima di tutto contribuire a creare quel cambio di mentalità e di abitudini che sono necessari al di là delle decisioni politiche ed istituzionali che passano sopra la testa dei cittadini.

Dunque la mia giornata…però bisogna dire che vivendo a Roma come me, o come chi vive in un’altra grande città, certe scelte sono più disponibili e più facili. Il principio al quale mi ispiro detto in parole semplici è quello di rivalutare le mie esigenze e capire le mie vere priorità. Non giocare ad accumulare e scegliere sempre le alternative “meno peggio”. La mattina mi lavo i denti con uno spazzolino dalla testina intercambiabile, uso una saponetta per il corpo per lavarmi, il caffè con la moka invece che con le capsule. Ed anche per i detersivi scelgo le saponette dove è possibile. E già solo così ho evitato di comprare e riempire la casa di flaconi e bottiglie varie. Al lavoro ci vado in bici e non uso la macchina, magari i mezzi pubblici anche se a Roma in effetti….

Già i mezzi pubblici che sarebbero una delle prime necessità per i cittadini italiani in realtà non dovunque funzionano come dovrebbero al punto tale da far venire a tutti la voglia di lasciare a casa la macchina per risparmiare benzina, diminuire il traffico, ridurre inquinamento ecc.ecc. Ma torniamo alla giornata di Sara Mancabelli. E’ il momento del pranzo di metà giornata.

Già e qui entra in scena una delle mie scelte prioritarie: no plastica. Per cui chiedo un bicchiere di acqua. Ed ancora in molti o non mi capiscono o mi guardano strano “Guardi che la bottiglia è gratis…costa poco e via dicendo”. In casa le ho abolite uso la mia borraccia e questo è uno dei ragionamenti che bisogna fare. La plastica non è il demonio anche se ovviamente se ne produce troppa e troppa ne viene usata per imballare e rivestire ogni cosa. L’altro lato del problema è l’utilizzo che ne facciamo ogni giorno di quella monouso perché poi gli oggetti di plastica che non si buttano sono fantastici ed in alcuni casi ci hanno cambiato la vita“.

Obiettivo Zero Rifiuti: un incontro di Rete Zero Waste

Bene è il momento di fare la spesa.”Ho letto che anche voi avete scritto della spesa alla spina. Io compro solo sfuso, assolutamente. Più comodo, più economico anche più divertente. Più utile anche all’economia circolare e locale. E’ un sistema utile a tutti.”

E quali vantaggi in particolare ha scoperto nell’adottare questo stile di vita?

Vorrei dire tutto. Aggiustare tutto quello che è possibile, per esempio una scarpa piuttosto che una borsa,  aiuta l’artigiano che lavora il cuoio e costa di meno. Aspettare che esca l’occasione giusta del maglione della marca che fa abbigliamento etico che magari mi dura 20 anni invece che uscire dall’ufficio e cedere alla tentazione di comprarne uno solo perché costa poco ed è appunto vicino al posto di lavoro è una grande soddisfazione. Riscoprire l’armadio di mia mamma o mia nonna con degli abiti che ho adattato ed ai quali tengo tantissimo mi dà grande gioia. Questo più le altre azioni di cui abbiamo parlato, hanno dato una diversa qualità alla mia vita, decisamente migliore. Mi rendo conto che all’inizio bisogna fare un investimento su sè stessi e sulla propria economia, perché non si cambia vita e stile di vita dall’oggi al domani, ma se ci si crede le soddisfazioni sono enormi ed arrivano presto”.

Qual è il demonio principale da combattere ancora?

Intanto capire che zero waste non vuol dire zero plastica. Perché è impossibile e perché il problema è anche la carta per dirne una. Non si può vivere senza produrre senza rifiuti ma produrne meno sì. Quello su cui bisogna lavorare molto è convincere le persone che il cambio di abitudini è necessario ed è l’unica strada che ci può salvare. Gli eventi che facciamo con Rete Zero Waste come quelli per lo scambio dei vestiti, o quelli per raccontare come iniziare una vita sostenibile anche in età giovanile; le mappe dell’acqua che mettiamo sulla rete e tutto quello che facciamo vanno in questa direzione: aiutare e cercare di contribuire al cambiamento di mentalità“.

 

 

 

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