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Nuove tecnologie, vecchia mentalità

Nuove tecnologie. Psicosi e polemiche dopo che nei pressi di Fort Lauderdale, in Florida, un uomo è morto nell’incendio della sua auto elettrica, una Tesla Model S. L’accaduto ha riacceso i riflettori sul dibattito riguardo le problematiche della tecnologia green.

Il dibattito sulle nuove tecnologie

Trattasi di problematiche che molti denigratori della sostenibilità vorrebbero spiegare come insidie nascoste, i cui rischi eventuali ne renderebbero vani i benefici. Nel caso delle auto elettriche: l’utilizzo di un sistema energetico “pulito”, ossia che non emette anidride carbonica nell’atmosfera. Tema che in questi giorni più di sempre ha catturato l’attenzione del mondo grazie al Global Strike for Future, la grande mobilitazione planetaria per il clima, ispirata dalla giovane attivista norvegese Greta Thunberg.

Personale non addestrato e attrezzature inadeguate

Ma prima di farsi travolgere dalla psicosi innescata dall’incendio della Tesla in Florida, dobbiamo porre attenzione a cosa emerge in realtà da eventi di questo tipo. E soprattutto, dobbiamo riflettere su quale conclusione dobbiamo trarne. Emerge ad esempio che gli addetti ai lavori non sono preparati ad affrontare questo tipo incendi. Negli USA ci sono 1,1 milioni vigili del fuoco. Solo un quarto di questi è addestrato ad affrontare le fiamme di un incendio scaturito da un’auto elettrica (fonte: National Fire Protection Association). Emerge inoltre l’inadeguatezza delle attrezzature adibite a domare gli incendi. Ad esempio, gli estintori convenzionali contengono prodotti chimici inefficaci contro gli incendi delle batterie delle macchine elettriche. Questo perché tale tipologia di batterie contiene ioni di litio, che sono suscettibili a una reazione a catena nota come instabilità termica.

Le nuove tecnologie richiedono aggiornamento

Dunque, mancanza di addestramento da un lato e inadeguatezza della strumentazione dall’altro rappresentano le vere insidie nell’utilizzo delle auto elettriche. Non la tecnologia che c’è alla base. Le opportunità del progresso tecnologico hanno bisogno di essere accompagnate nella nostra quotidianità da un lavoro costante di aggiornamento del nostro know-how. L’indolenza mentale di chi vede il demonio nell’evoluzione tecnologica è l’altra faccia della medaglia dell’inquinamento ambientale. C’è una perversa complementarità fra questi due approcci ideologicamente contrapposti. E così, invece di addestrare i vigili del fuoco alle nuove minacce e fare ricerca per costruire estintori adeguati, si demonizzano le batterie al litio delle auto elettriche. Questa mentalità è il migliore alibi per chi produce sistemi di alimentazione che emettono gas serra, contribuendo al global warming.

Il dibattito e le polemiche in Italia

In Italia abbiamo un esempio lampante di questo immaturo e insano ambientalismo, antitetico all’ecosostenibilità ma tanto utile a chi inquina: il movimentismo NO TAV, sposato dal M5S e dal microcosmo della sinistra massimalista, ultimamente sempre più euroscettica e sovranista. Per non costruire la ferrovia si mantiene in essere il trasporto su gomma. I petrolieri e i concessionari dell’autostrade ringraziano, l’ambiente un po’ meno.

Red

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