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Notre Dame brucia. Otto secoli di storia e di cultura


Nel centro di Parigi un incendio di enormi proporzioni  ha devastato la cattedrale di Notre Dame. I lavori in corso per la ristrutturazione della cattedrale Potrebbero essere all’origine delle fiamme che in pochissimo tempo hanno distrutto una delle opera d’arte e religiose,e non solo,di tutto il mondo. E’ solo la prima ipotesi.

Ma l’incendio sembra il prodotto di una maledizione che accompagna spesso le grandi opere. Notre Dame era da tempo oggetto di polemiche in Francia per lo stato di conservazione. Dal 1905 una legge ha confiscato tutti i beni della Chiesta che dunque non appartengono al Vaticano ma allo Stato che non ha i 150 milioni di euro stimati dal professor Andrew Tallon, americano, docente di storia dell’architettura medioevale, considerato il massimo esperto di Notre-Dame. Andrè Finot, il responsabile della comunicazione della cattedrale ha spiegato che i fondi per dare il via ai lavori vengono cercati in tutto il mondo, con le donazioni dei fedeli, in particolare negli Stati Uniti. E non c’è verso di far pagare un biglietto per visitare la cattedrale: con 13 milioni circa di persone all’anno – il monumento più visitato d’Europa – forse le risorse si sarebbero potute trovare prima. Tra Natale e Capodanno quando andare a Parigi in vacanze è una specie di rito collettivo, si superano le cinquantamila presenze giornaliere. Lo Stato francese fa pagare solo per entrare nelle Torri, circa 4 milioni di euro di cui la metà torna nelle casse della cattedrale. I fedeli che devolvono denaro garantiscono lo stipendio dei 70 dipendenti che garantiscono l’afflusso turistico ed otto messe al giorno. Da quando la cattedrale è considerata anche obiettivo sensibile per potenziali terroristi, i costi della sicurezza interna sono triplicati.

La ferita è profondissima per la Francia ma anche per tutta l’Europa e la Cristianità: fu la prima cattedrale di quelle dimensioni ad essere costruita, quasi tre secoli prima di San Pietro. Perché quando nel 1163 fu posata la prima pietra della cattedrale, in quel luogo erano state già costruite una chiesa paleocristiana del IV secolo dedicata a Saint-Étienne, un basilica merovingia, una cattedrale carolingia e una cattedrale romanica. Le pietre di queste antiche costruzioni sono servite per costruire Notre Dame e addirittura la Vergine in maestà del portale del timpano di Sant’Anna risale al 1140-1150.

La costruzione fu terminata un secolo dopo anche se gli ultimi lavoro arrivarono fino alla metà del 1300. Arriva a 69 metri d’altezza con le sue torri ed è lunga 128 metri, ha una pianta a croce latina ed è un capolavoro dell’arte gotica. Per secoli è stato il luogo di incoronazione dei Re di Francia, il centro del culto cattolico del paese.

Nella sua storia c’è il racconto della storia della Francia degli ultimi 700 anni. Le messe solenni ed i matrimoni reali durante il MedioEvo , il Rinascimento e nei secoli successivi. La Rivoluzione francese ne fece uno degli obiettivi della sua peggior furia: fu devastata, saccheggiata e fu eletta Tempio della Ragione: consacrata cioè al culto della “Dea Ragione” in difesa dei diritti della Rivoluzione.

Domenica 2 dicembre 1804 Napoleone Bonaparte fu incoronato Imperatore dei francesi proprio nella cattedrale, dando inizio a quello che gli storici chiamano “il primo impero moderno”. Anche la letteratura ha scritto ed usato Notre Dame e forse proprio un romanzo, Notre Dame de Paris, di Victor Hugo, ha contribuito alla salvezza della cattedrale che ad un certo punto del XIX secolo sembrava sul punto di essere demolita. Invece fu salvata e restaurata del tutto grazie al lavoro dell’architetto Viollet-Le-Duc che con un tocco di narcisismo ha inserito tra le statue dei 12 apostoli, una con la sua faccia, anche se è quella di San Tommaso, guarda caso il patrono degli architetti.

 

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