Back

Niente più armi all’Arabia Saudita da GB ed Usa ma il massacro nello Yemen continua

Impakter.it si è occupato fino ad oggi diverse volte della guerra in Yemen. Anzi del massacro della popolazione civile che dal 2015 si sta compiendo nel paese del medioriente affacciato sul Golfo di Aden nella zona a sud del Mar Rosso. In particolare due volte abbiamo dedicato un post all’aggiornamento delle cifre di questo conflitto assurdo dimenticato da tutto il mondo. Ad ottobre 2018 ed è qui, e nell’aprile di quest’anno a firma di Stefano Iannaccone ed è qui.  Dobbiamo aggiornare ancora. Le cifre e la situazione.

Dal nostro post del 17 aprile scorso.

“Lo Yemen è stato uno dei Paesi protagonisti, seppure con una minore visibilità, della Primavera araba. Le opposizioni, supportate dalla popolazione, hanno abbattuto il regime del presidente Saleh nel 2012, dopo un potere gestito per 22 anni. Da allora, tuttavia, il processo di pacificazione non è mai davvero partito tra i sunniti guidati dal presidente Hadi e sostenuti dall’Arabia Saudita, e gli sciiti degli Houthi già grandi oppositori di Saleh e molto radicati al nord del Paese, supportati dalla Repubblica Islamica dell’Iran.

Da allora le due parti in campo si sono scontrate e la coalizione guidata dai sauditi ha duramente bombardato le zone conquistate dalla fazione sciita, compresa la capitale yemenita Sana’a. A fine dicembre 2018, in Svezia, è stato siglato l’accordo di Stoccolma, una fragile tregua che ha almeno scongiurato l’ennesima mattanza nella città portuale di Hodeida, favorendo una iniziale demilitarizzazione, fondamentale per far giungere nel porto gli aiuti, come previsto dal documento sottoscritto in Svezia”.

Dunque gli schieramenti in campo sono: da un lato l’Arabia Saudita che teme che a sud dei suoi confini ci sia uno stato forte e vuole indebolirlo ed è aiutata dagli Stati Uniti. Dall’altro l’Iran che pur non in modo esplicito aiuta gli Houthi che controllano la capitale e che è nemico giurato dei sauditi e dell’America, di Trump in particolare come si legge dalle cronache di queste settimane.

Le cifre e la situazione

Dal 2015 il conflitto ha provocato più di 10.000 morti.  Oltre 22 milioni di persone sono indigenti e dipendono in modo quasi esclusivo dagli aiuti umanitari. Tutto queste informazioni possono essere al ribasso perché nessuno ha accesso a dati e notizie direttamente dal territorio dello Yemen ed anche le organizzazioni umanitarie fanno fatica. Una settimana fa gli Huthi hanno lanciato droni armati e missili verso obiettivi civili e militari sauditi in Arabia Saudita. Questo a fronte della tensione che cresce ora dopo ora tra Stati Uniti ed Iran e di cui come al solito fa le spese la popolazione civile.

Sul fronte internazionale si muove qualcosa ma è pochissimo. Per esempio sulla questione della vendita delle armi, la Gran Bretagna ha interrotto la vendita all’Arabia Saudita in seguito ad una decisione della Corte d’Appello che ha dichiarato illegale la procedura del governo inglese, che “non è giunto a valutazioni conclusive sul fatto che la coalizione guidata dai Sauditi avesse commesso violazioni del diritto internazionale umanitario in passato, durante il conflitto in Yemen, e non ha fatto nessun tentativo di giungervi”.

Anche il senato degli Stati Uniti si è allineato a questa decisione degli inglesi, votando per l’interruzione della vendita di armi all’Arabia Saudita.

L’Italia che come si sa, ha una grande capacità e qualità nella produzione e vendita di armamenti, non ha ancora preso una posizione ufficiale. “Siamo contro la vendita di armi ai Sauditi, manca solo la formalizzazione della decisione”, aveva detto il presidente del Consiglio, Antonio Conte. Ma la formalizzazione non è ancora arrivata. 

 

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup