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Europa Verde assemblea costituente

Nasce Europa Verde, ma sembra solo un maquillage

I Verdi ci riprovano, con un marchio europeo. Per cercare un rilancio da una situazione bloccata, con i sondaggi che non riescono ad andare oltre il 2%, nella migliore delle ipotesi. L’assemblea costituente del 10 e 11 luglio, in programma a Chianciano Terme, è l’atto ufficiale di fondazione di Europa Verde, che nel 2019 è stata presentata come lista elettorale. E ora diventa partito con l’obiettivo di aggregare le forze ecologiste intorno a un progetto politico, sotto l’ala protettiva dei Verdi europei, che nell’Ue sono sempre più incisivi.

Ma in Italia la montagna rischia di partorire il più classico dei topolini. Perché intorno all’iniziativa non sembrano raccogliersi davvero energie davvero nuove, salvo sporadiche eccezioni. L’operazione, insomma, ha le caratteristiche del maquillage, senza alcuna portata “rivoluzionaria”.

La nuova Europa Verde e i soliti difetti

Simbolo Verdi europei

Simbolo Verdi europei

Il processo, infatti, resta governato dalla Federazione dei Verdi e in particolare dal sempiterno Angelo Bonelli, leader di fatto da oltre un decennio in cui il Sole che Ride non ha certamente brillato. Lo dicono i risultati delle elezioni, comprese quelle ultime Europee in cui il 2,3% rappresenta comunque una sconfitta. Neanche ora, dunque, si intravedono grosse spinte al cambiamento, a un rinnovamento che possa andare oltre a una diversa denominazione, per quanto più accattivante ed europeista.

Eppure, almeno secondo gli annunci dei mesi scorsi (qui l’intervista alla co-portavoce in carica Elena Grandi), la volontà era quello di aprire porte e finestra e avviare qualcosa di nuovo, capace di intercettare la grande domanda, soprattutto tra i più giovani, di una battaglia sulla politica ambientale. Un soggetto che, magari usando una forma di esagerazione, che potesse incarnare quei valori proposti da Greta Thunberg rispetto all’emergenza climatica e alla necessità di salvare il pianeta, il più in fretta possibile. 

Una speranza di nome Evi

Eleonora Evi

Eleonora Evi

Insomma, il fermento delle scorse settimane, dall’adesione di Giuseppe Sala ai Verdi europei alla volontà di allargare il campo ecologista, si è lentamente infeltrito. Certo, oggi gli ecologisti hanno una piccola pattuglia di rappresentanza alla Camera, quella componente FacciamoEco-Federazione dei Verdi, capitanata da Rossella Muroni. E c’è anche l’affermazione sulla scena di Eleonora Evi, eurodeputata eletta con il Movimento 5 Stelle e ora passata con Europa Verde. Di sicuro è una delle novità più interessanti del progetto e può avere una funzione rilevante nel rilancio.

Ma resta la constatazione: nella fase di preparazione dell’assemblea costituente non si è smosso granché. Il dibattito è rimasto fermo, incagliato tra formule politiche e vecchie battaglia, e soprattutto molto autoreferenziale. Uno degli antichi problemi della galassia verde italiana. In questo contesto montano le perplessità anche rispetto alle politiche concrete. Per esempio: è giusto pungolare il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che non sta brillando di luce propria, sia sul piano dell’azione politica che di quello della comunicazione. Ma qual è la proposta alternativa degli ecologisti doc? Si attendono risposte. Che di sicuro non arriveranno dal rito dell’assemblea costituente.

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