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Morino Vecchio, la Pompei della Marsica

Morino Vecchio. Ecco la storia di un borgo fantasma immerso nel cuore della Marsica. Di origine antichissima, nel 1915 fu distrutto da un terremoto.

Gioiello perduto della Marsica

Abruzzo. Nel cuore della Marsica e del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, a meno di cinque chilometri dal confine con il Lazio, si trova il borgo fantasma di Morino Vecchio. Distrutto e da un terremoto nel 1915, da allora è completamente abbandonato. Si tratta di uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo. Benché non risultasse più abitabile, ancora oggi è possibile godere della vista di diverse costruzione che il sisma ha miracolosamente risparmiato.

La storia di Morino Vecchio

Il borgo di Morino Vecchio è citato in documenti storici per la prima volta nel 1089. Esistente già nell’età del bronzo, fu inglobata dai Marsi intorno al V secolo a.C. Divenne poi un municipio romano durante nella prima metà del periodo mediorepubblicano.

In epoca medievale furono i monaci certosini di Trisulti a condurre la vita del piccolo borgo. Morino Vecchio da sempre è stato popolato da braccianti e piccoli artigiani. Nell’ultimo quarto del Diciannovesimo secolo arrivò a contare più di mille abitanti. Una cifra davvero considerevole per un piccolo borgo immerso nel verde marsicano. 

La distruzione

La fine del borgo di Morino Vecchio giunse  improvvisa il 13 gennaio 1915, quando un violentissimo terremoto dell’undicesimo grado della scala Mercalli distrusse gran parte dei centri marsicani, portando distruzione fino alla valle di Roveto. A Morino Vecchio morirono 113 persone. Ma per avere un’idea della portata della tragedia, basti pensare che nella vicina Avezzano, che contava allora 11208 abitanti, le vittime furono 10719.

Foto: Valemdc77

Una distruzione che ha fatto parlare successivamente di Morino Vecchio come della “Pompei della Marsica”. L’evento sismico ha rappresentato il secondo per gravità di tutto il ventesimo secolo, superato solo dal precedente terremoto di Messina del 28 dicembre 1908. Come in tanti altri casi che vi abbiamo raccontato, l’abitato fu ricostruito più a valle e denominato Morino Nuova.

Morino Vecchio oggi

Nel borgo abbandonato oggi restano oggi in piedi alcune une costruzioni come l’Eremo della Madonna del Caùto o il Campanile della chiesa di Santa Maria Bambina, che attirano turisti ed escursionisti. Sono in corso numerosi progetti di recupero ad opera dell’amministrazione comunale, di associazioni di volontari e di semplici cittadini. Anche il FAI è impegnato nella preservazione di questo autentico gioiello della Marsica.

Foto: Marica Massaro

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