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Monte Semprevisa, una passeggiata “carsica” con vista

Monte Semprevisa, il re dei Monti Lepini. Meta d’elezione di appassionati di escursionismo e amanti delle bellezze naturalistiche. Ecco come raggiungerlo attraverso percorsi immersi nella bellezza di antiche e suggestive manifestazioni carsiche. All’insegna di un turismo lento e sostenibile.

La supervista dalla vetta del Monte Semprevisa.

Con i suoi 1536 metri, il Monte Semprevisa è il rilievo più alto dei Monti Lepini. La catena montuosa si trova nel Lazio, a circa 40 a sud-est di Roma. Separa centri del litorale come Anzio e dell’immediato entroterra come Latina, dal più profondo entroterra di Frosinone, Ferentino e Anagni.

Come dicevamo, Il re incontrastato di queste cime laziali è il Monte Semprevisa. Dalla sua vetta si domina l’Agro pontino.  La vista spazia dai Monti Ausoni nel frosinonese al promontorio del Circeo, dalla città di Latina ai laghi costieri, fino alle Isole Pontine. Inoltre è possibile individuare in direzione nord est alcune cime appenniniche come il Monte Velino, distanti circa 70 chilometri in linea d’aria. Mentre in direzione sud sono osservabili le cime dei Monti Aurunci, che formano parte dell’antiappennino laziale meridionale. Ma non solo. In inverno, nelle belle giornate, munendosi di un cannocchiale abbastanza potente, è possibile osservare l’Isola di Ischia.

L’itinerario da Pian della Faggeta

Certamente la grande attrattiva paesaggistica del Monte Semprevisa ne fa un luogo di elezioni per amanti del trekking e dell’escursionismo. E sotto questo punto di vista l’offerta è decisamente ricca e variegata. Uno degli itinerari più interessanti è certamente quello che parte dal Pian della Faggeta e che in una sola giornata raggiunge la vetta del Monte Semprevisa. Si tratta di 12 chilometri da percorrere salendo di quota di circa 800 metri. L’itinerario è alla portata di tutti. Forse troppo lungo solo per i bambini non allenati.

Foto: Emanuele Erik il Rosso

Dal punto di vista naturalistico si tratta di un’esperienza di grande interesse, in grado si stuzzicare la curiosità del semplice appassionato come del vero conoscitore. Ideale per giovani studenti con uno spiccato interesse in materia. Ma il piatto forte dell’itinerario sono certamente le tante manifestazioni carsiche osservabili, che rendono suggestiva tutta l’escursione. Queste culminano con l’ingresso dell’Abisso Consolini e l’inghiottitoio dell’Erdigheta.  E sempre nell’area di Pian dell’Erdigheta, si trovano campi solcati dove è osservabile l’immersione degli strati calcarei nel prato. Un’esperienza affascinante per bambini e non solo. Oltre ad essere un fenomeno che si presta perfettamente per spiegare concetti di stratificazione e movimenti tettonici.

Foto in copertina: Ammasso Critico

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