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Moldavia prossimo obiettivo di Putin? Ecco perché

Moldavia prossimo fronte della guerra di Putin? Cruciale il ruolo della Transnistria. Ecco tutto quello che c’è da sapere!

Cos’è la Transnistria

La Transnistria è una stretta enclave che conta 500mila abitanti, posizionata ad est della Moldavia e ad ovest dell’Ucraina. Il 24 agosto 1991, la Moldavia si separò ufficialmente dall’Unione Sovietica in corso di dissoluzione. Il territorio della neonata repubblica indipendente comprendeva anche quello della Transnistria. Ma quest’ultima, appena 24 ore dopo, si dichiarò a sua volta indipendente dalla Moldavia. Ne derivò un’indipendenza de facto, retta da un governo separatista filorusso, non riconosciuta né dalla Moldavia né da altri stati membri dell’ONU.

Si tratta quindi di uno status irregolare ma che gode da sempre dell’appoggio di uno sponsor di peso, la Russia. Il governo russo, fin dai primi anni Novanta, benché non abbia mai riconosciuto ufficialmente la Transnistria, è intervenuto con numerose misure in suo sostegno. Tra queste, vi è la fornitura gratuita di gas e una serie di provvedimenti  pensionistici agevolati per i più anziani. Ma il perno dell’indipendenza della Transnistria è la presenza sul proprio territorio di un contingente permanente di 1500 soldati dell’armata russa.

Da un punto di vista geopolitico, possiamo affermare che la nascita nel 1991 della Transnistria è stato un tentativo assai precoce di contrasto alla sconfitta e al crollo dell’URSS, da parte di un irriducibile territorio ex sovietico.

Perché Putin potrebbe attaccare la Moldavia

Fallito miseramente (ma non abbandonato) il progetto di conquistare l’intera Ucraina, il dittatore russo Putin ha dovuto rivedere molto al ribasso i suoi obiettivi, rivolgendo gran parte dei suoi sforzi solo sulla costa ucraina del Mar Nero. Attenzione però, sebbene si tratti già abbondantemente di una sconfitta militare umiliante per la Russia, la conquista di tutta la fascia costiera rappresenterebbe comunque un obiettivo importante. Ed è in questo scenario che la Transnistria gioca un ruolo cruciale per i piani di Putin. Vediamo perché.

La Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, rappresenta oggi lo “sbocco ucraino” dei Russi sul Mar Nero. Ora, percorrendo la costa ucraina da nord-est a sud-ovest, se la Russia riuscisse ad annettere definitivamente il Donbass, poi a conquistare le città e le zone circostanti di Mariupol, Melitopol, Kherson e infine Odessa, si formerebbe una “cintura russa” che senza soluzione di continuità andrebbe dal Donbass (estremità est) fino alla Transnistria (estremità ovest). Una tale situazione implica due importanti significati  strategici per la Russia: l’accerchiamento dell’Ucraina  per l’intero tratto ovest e sud del confine fra i due paesi, e soprattutto la chiusura totale, ai danni di quest’ultima, del Mar Nero. Il che significherebbe il controllo totale da parte dei Russi della costa settentrionale dello stesso.

La minaccia russa contro il mondo libero

Ma c’è un aspetto in più che preoccupa l’Occidente, in primis l’Europa, e che riguarda la Moldavia. Tra gli alibi fasulli della propaganda di Mosca, volti a giustificare l’invasione dell’Ucraina, c’è la presunta minaccia della presenza della NATO “troppo” vicina ai confini russi. Ora, se il dittatore Putin riuscisse a creare la sovradescritta “cintura” costiera a nord del Mar Nero, la Russia diverrebbe confinante con la Moldavia. La Moldavia è un paese neutrale, non facente parte della NATO. Ma è anche animata da una forte spinta culturale che la porta verso Occidente. La società moldava guarda verso Roma, Parigi, Berlino. Non verso Mosca.

Nei giorni scorsi sono state udite diverse esplosioni sul confine tra Moldavia e Transnistria. In questo fonti di intelligence vedono un tentativo russo di far salire la tensione per preparare il terreno all’invasione anche della Moldavia. Il naturale e spontaneo processo di occidentalizzazione della Moldavia potrebbe fungere da ulteriore pretesto bellico per la dittatura di Mosca. Accampando false accuse di pericolo per le legittime pulsioni moldave verso la nostra civiltà, Putin potrebbe imbastire una nuova aggressione militare. Questa volta, contro la Moldavia. Magari inventandosi altri nazisti da sconfiggere, come in Ucraina. E così facendo, avanzare militarmente, di pretesto in pretesto, contro l’Occidente, il suo vero obiettivo. La UE si sta giustamente preparando a questo scenario.

Quello che c’è di positivo, in tutta questa immane tragedia, è che ad oggi, se escludiamo la sola città di Mariupol, l’esercito aggressore del dittatore Putin ha fallito miseramente tutti i suoi obiettivi. Sia quelli più ambiziosi, sia quelli di ripiego. E questo grazie alla forza e al coraggio incredibili della resistenza ucraina, e ai sacrosanti aiuti militari dell’Occidente. 

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