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Mobilità condivisa: l’Italia c’è

Mobilità condivisa o sharing mobility come si dice più comunemente, l’Italia c’è e migliora. Dopo la flessione generale dei trasporti del 2020 – legata alle restrizioni imposte dalla pandemia – i primi sei mesi del 2021 hanno registrato un ritorno al passato recente. Cioè tendente al bello. Lo dicono Ministero della Transizione Ecologica, dal Ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile attraverso l’Osservatorio Nazionale sulla sharing mobility al quale partecipano gli operatori di sharing, le amministrazioni cittadine ed i centri di ricerca.

La notizia è che l’uso di tutti i servizi di sharing è cresciuto sensibilmente nel 2021 ed è tornato nelle prime due settimane di giugno ai valori medi prepandemia (il riferimento è alle media del 2019) con lo scootersharing che tra tutti, quello che ha recuperato in modo più consistente, seguito dal bike sharing e, ultimo, dal car sharing.

La mobilità individuale è quella che, tra tutte le soluzioni a disposizione, ha subito il calo meno importante. L’indicatore del consumo di carburanti utilizzati nel trasporto stradale ha segnato un calo nel 2020 rispetto al 2019 pari al 17,7 %. Stime effettuate attraverso i dati ricavati da diverse piattaforme digitali indicano cali dello stesso ordine di grandezza.

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@piqsels.com

Il rapporto nel dettaglio

Prima di tutto: quando l’Osservatorio ha iniziato il suo lavoro, nel 2015, in Italia c’erano circa una cinquantina di servizi di mobilità condivisa ma alla fine del 2020 ne esistevano ben 158, il triplo. La domanda di carsharing è quella che ha risentito maggiormente delle restrizioni alla mobilità, ma in modo diverso tra il modo “free-floating” – si prende la macchina solo se è disponibile –   (-42%) ed il modo “station-based” – la macchina viene prenotata, ritirata e consegnata in genere, in un posto preciso –  (-32%).

Paura di utilizzare un’auto non sanificata? No alla base del calo sembrano esserci altre ragioni tra le quali una riduzione drastica della domanda da parte di alcuni segmenti tipici di questo servizio, scomparsi col lockdown e le chiusure. Di contro è cresciuto l’uso dell’auto nel week-end, che ha fatto crescere del 25% su base annua la durata del noleggio, raggiungendo i 40 minuti medi a noleggio.

Sono 1.300 le biciclette in sharing in più nelle città italiane con la quota delle elettriche che ha oramai superato il 30%. Si conferma la minore vitalità dei servizi di bikesharing a stazioni e che, oltre a perdere qualche posizione in termini di diffusione (chiude il servizio di Mantova e Venezia) sconta anche un lieve calo nel numero di veicoli in flotta rispetto al 2019. Sulla variazione percentuale negativa dei noleggi del bikesharing (-55%) pesa una generale riconfigurazione del mercato in cui probabilmente ha anche un ruolo la concorrenza esercitata dai nuovi servizi di monopattini in sharing, in particolare negli spostamenti brevi e brevissimi, ma anche la minore presenza di mobilità studentesca e di pendolari, tra i segmenti di clientela più importanti cui si rivolge questa tipologia di servizio di sharing.

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Il servizio di scootersharing, è caratterizzato da risultati migliori rispetto al bikesharing. Da una parte l’offerta di veicoli e iscrizioni è aumentata (+ 45% e +30%) dall’altra, in termini d’utilizzo, lo scootersharing è il servizio, tra quelli già presenti e consolidati nel 2019, che ha perso meno noleggi su base annua (-25%). Si tratta poi di un servizio che è oramai quasi interamente elettrificato e la cui diffusione territoriale coinvolge prevalentemente le grandi città italiane (Roma, Milano, Torino, Genova, Firenze), dove è comunque molto intenso anche l’uso dello scooter di proprietà.

Ma quello che ha davvero cambiato la faccia della mobilità condivisa nel nostro Paese – e non solo –  è stato il monopattino in condivisione: un veicolo condiviso su 3 è un monopattino. Arrivati in Italia sul finire del 2019, i servizi di monopattino in sharing hanno realizzato numeri senza precedenti nell’anno della pandemia, diventando in 12 mesi il servizio più diffuso in Italia, quello più presente nelle città del Sud, quello con più veicoli operativi sulle strade, nonché quello che realizza il maggior numero di noleggi nel 2020. Nel 2020 ne sono stati compiuti 7,4 milioni e sono stati percorsi 14,4 milioni di chilometri. Rispetto al 2019, nel 2020 è aumentata la durata (12,1 minuti) e la distanza dei noleggi (1,8 km) effettuati con questo nuovo tipo di veicolo.

Questa novità, anche tenendo conto della congiuntura molto negativa, non ha precedenti nel panorama italiano per proporzioni, ha portato anche alla ribalta la scarsità delle infrastrutture disponibili, l’assenza di parcheggi dedicati per i mezzi più leggeri e la necessità di governare il sistema della mobilità urbana, garantendo spazio e sicurezza a tutte le modalità e i mezzi di trasporto.

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