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Migranti: perché i pakistani vengono in Italia

La propaganda anti immigrati che parla di invasione africana, non tiene conto dei dati che il Ministero dell’Interno diffonde suo suo sito ufficiale. Al 13 agosto di quest’anno l’elenco dei migranti giunti sul nostro suolo è questa: Tunisia 1010, Pakistan 675, Costa d’Avorio 469, Algeria 393, Bangladesh 190, Sudan 177, Guinea 95, Marocco 84, altre 692 (il dato potrebbe ricomprendere – spiega il documento del Viminale –  immigrati per i quali sono ancora in corso le attività di identificazione). Totale 4265, quindi magari parlare di invasione è un pò troppo, ed anche di invasione solo africana. Perchè oltre al fatto che bisognerebbe sempre cercare di capire perchè queste persone lasciano il proprio paese e cercano altro, il dato dei migranti pakistani  – in questo senso è indicativo.

La situazione in Pakistan

La situazione del paese islamico è piuttosto complicata. E’ uno paese musulmano moderno, che fa parte delle Nazioni Unite e del Commonwealth ed è una potenza nucleare a tutti gli effetti, è uno stato solido finanziariamente parlando perché la Cina fa grandi investimenti : Cina e Pakistan – alleati contro l’India –  è vorrebbero creare una “Nuova via della seta” perchè i prodotti cinesi possano arrivare in Occidente attraverso tutta l’Asia. I cinesi hanno in mente di investire in Pakistan di 60 miliardi di dollari, per la costruzione soprattutto di infrastrutture come centrali elettriche, strade, porti e aeroporti. Nel 2017 il PIL del Pakistan ha registrato crescita del PIL pari al 5,3% e con buone prospettive per i prossimi anni. Eppure…

Risultati immagini per Pakistan India-Kashmir

Perchè scappano i pakistani

La disoccupazione è un problema enorme tanto quanto gli investimenti. Così come la paura degli attentati che colpiscono la popolazione civile perchè il paese ha serissimi e gravi conflitti ai suoi confini. A nord c’è la regione del Kashmir che da oltre 70 anni coinvolge il paese in una guerra infinita con l’India. Ad Ovest c’è il confine meridionale dell’Afghanistan, in mano ai talebani che hanno da tempo cominciato a penetrare anche oltre il confine pakistano, assieme a altri gruppi terroristici come Al Qaida e Isis.

E proprio dall’Afghanistan c’è il costante flusso di profughi in fuga dall’Afghanistan meridionale in mano ai talebani : più di 1,3 milioni di profughi afghani registrati, a cui vanno aggiunti anche i non registrati, anche loro sul milione. Il governo di Islamabad è in crisi sulla gestione dell’accoglienza anche considerando il fatto che il Pakistan è il quinto stato più popolato del mondo (209.970.000 di abitanti) con una superficie di 796.095 km.

Pakistan

Islamabad capitale del Pakistan

 

Dove vanno i pakistani in fuga

I cittadini pakistani hanno poche destinazioni possibili. Partendo da un presupposto: chi vuole avere la protezione internazionale deve chiedere asilo in un paese che la riconosce e che abbia firmato la Convenzione internazionale del 1951 di Ginevra, ed i protocolli di New York del 1967 E non tutte le nazioni del mondo lo hanno fatto. I pakistani in particolari avrebbero 33 destinazioni possibili senza bisogno del visto sul passaporto, perché anche questo è un problema. In realtà le meno complicate sarebbero : Iran che ha firmato la Convenzione di Ginevra ma non i protocolli, l’Iraq ha firmato tutto ma da tempo non rispetta niente; l’Arabia Saudita che non ha firmato nulla; l’Egitto che è in regola con le firme ma la protezione internazionale viene garabtita dall’UNCHR che ha poche risorse; la Libia che ha firmato solo delle convenzioni locali e che riconosce lo status di rifugiati solo a iracheni, siriani, palestinesi, curdi, somali, etiopi eritrei e sudanesi.

E poi c’è l’Italia che come molti altri paesi europei garantisce molte forme di accoglienza. Per arrivare nel nostro paese – escluso il viaggio aereo che costa una montagna di soldi e che prevede una documentazione impossibile per un pakistano medio – i profughi pakistani sono costretti a viaggi durissimi via terra che passa dall’Iran e la Turchia, dove si imbarcano. E poi c’è la strada che passa attraverso i Balcani: Bulgaria e Serbia da affrontare in condizioni molto difficili, poi la Bosnia ed infine la Croazia dalla quale riescono ad arrivare in Italia.

 

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