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Mercurio “industriale” nei mari a causa del riscaldamento globale

Uno studio dimostra che il mercurio prodotto dalle attività industriali finisce nei mari, anche a lunga distanza, a causa del riscaldamento globale.

L’attività industriale inquina “da lontano” le acque dell’Artico

Di recente è stato osservato un notevole incremento dei livelli mercurio nelle acque delle piattaforme continentali e dei laghi dell’Artico. L’ipotesi avanzata dagli scienziati è che tale incremento di mercurio totale sia dovuto all’apporto della componente antropogenica, ossia prodotta da attività umane nei paesi industrializzati. Ma come è stato possibile questo effetto a così lunghe distanze.

Tali attività immettono mercurio nell’atmosfera. È noto che queste particelle inquinanti hanno una lunga vita atmosferica, ovvero persistono a lungo. Gli scienziati hanno dapprima ipotizzato che questo abbia consentito a una considerevole quota di “origine industriale” di raggiungere le piattaforme continentali e i laghi artici. Oggi, uno studio dimostra che gli scienziati avevano ragione e spiega come tutto questo sia avvenuto.

In cosa consiste lo studio

Recentementi è stato scoperto che il mercurio ha una grande affinità con la materia organica. Questo significa che vi si deposita facilmente. Basandosi su questo, gli scienziati hanno raccolto 35 campioni di sedimenti superficiali da tre fiordi di Spitsbergen, l’isola maggiore dell’arcipelago norvegese delle Svalbard.

I fiordi oggetto di analisi sono Hornsund,  nel sud di Spitsbergen; Dicksonfjorden, nel centro; Wijdefjorden, nel nord. L’analisi realizzata ha consentito di confermare la massiccia presenza dell’elemento incriminato (e di altri) in forma di sedimenti provenienti dall’atmosfera. A riprova della validità di questa affermazione c’è il fatto che i tre fiordi analizzati sono tra loro distinti per dinamiche glaciali, composizione del substrato roccioso e correnti oceaniche.

Conclusioni

Il punto è questo: all’incremento dei livelli di mercurio di origine terrestre nelle acque dei fiordi è cronologicamente sovrapponibile all’impennata dello scioglimento dei ghiacci nell’area. Poi, la composizione chimica delle acque interessate dimostra che l’incremento di mercurio totale è dovuto all’apporto di mercurio terrestre. Questo prova che, nell’arcipelago delle Svalberd, lo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale ha accelerato il trasporto di minerali e di materia organica dalla terra alle acque dei fiordi.

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