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Malta e Libia: un patto contro i diritti umani

Una violazione dei diritti umani. Così sì configura il patto segreto, svelato dalla stampa, tra le autorità di Malta e la Guardia costiera libica. L’accusa arriva dalla Ong Alarm Phone: “Sebbene non sia una sorpresa, ora è confermato che le autorità maltesi coordinano le intercettazioni in collaborazione con la Libia. Questo impedisce alle persone in fuga da una zona di guerra di raggiungere un porto sicuro e viola le convenzioni internazionali sui diritti umani”, ha scritto in un tweet. L’inchiesta del giornale Times of Malta ha di fatto confermato i sospetti: il governo maltese ha stipulato un accordo, finora mai reso noto, con le autorità di Tripoli. E il contenuto rappresenta un vulnus al rispetto dei diritti umani, alla luce di quanto avviene nei centri libici, chiamando in ballo anche l’Italia, che con Tripoli ha firmato un Memorandum, recentemente rinnovato.

Nell’articolo si parla di un incontro, a Tripoli, tra il colonnello maltese Clinton O’Neil, capo delle operazioni e dell’intelligence delle Afm (le forze armate di Malta), ed il vicepremier della Libia Ahmed Maiteeq (come testimonia la foto pubblicata in questo articolo). In cosa consiste questo patto? “Quando c’è un battello che si dirige verso le nostre acque, la Afm si coordina con i libici che li prende e li riporta in Libia prima che entrino nelle nostre acque e diventino di nostra responsabilità”, ha raccontato una fonte del governo di La Valletta. Le autorità dell’isola hanno ideato questo meccanismo per evitare di doversi poi far carico dei migranti. Un modo per “respingerli” prima che i barconi possano entrare nelle acque maltesi.

Cosa accade al rispetto dei diritti umani

Il governo maltese ha quindi avallato una strategia che contrasta con gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite per garantire uno sviluppo sostenibile entro il 2030. Nei centri libici, infatti, è stata certificata la perpetrazione di violenze e torture sui migranti detenuti in quelle strutture. Le persone che cercano di raggiungere l’Europa sono molto spesso in fuga dalla guerra e dalla povertà. Oppure, come raccontato da un recente studio dell’Undp, si tratta di persone che semplicemente cercano di raggiungere l’Occidente per garantirsi un futuro migliore, non avendo nel loro Paese adeguate possibilità. I principi cardine dei Sustainable Development Goals.

La foto che certifica l’incontro in cui sarebbe stato stipulato il patto (screenshot dell’articolo pubblicato dal Times of Malta)

Insomma, al centro restano alcuni dei 17 Sdgs dell’Onu: il contrasto alla povertà e il sostegno allo sviluppo, che si sommano al rispetto dei basilari diritti umani. Da La Valletta è arrivata comunque una difesa di fronte alle critiche. “L’Unione europea si spende attivamente a favore del rispetto delle istruzioni delle competenti autorità europee che sono contro l’ostruzione delle operazioni condotte dalla guardia costiera libica, che è finanziata ed addestrata dall’Unione europea stessa per sostenere la gestione dei migranti e combattere il traffico di esseri umani”, ha fatto sapere una fonte governativa in risposta all’articolo del Times of Malta. Una difesa d’ufficio.

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